Civismo e Partecipazione

Con rabbia, odio e insulti non si governa Paese.

Shares Share

Nel suo discorso di fine anno il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha esortato tutti e in particolare chi ha funzioni di governo, a rompere la spirale di rancori, a evitare i toni del “noi” e “loro” perché non aiutano allo stare insieme di una Comunità.

Un discorso che stando all’attualità politica e all’utilizzo di parte dei simboli e delle Istituzioni pubbliche del governo giallo-verde ha messo l’accento sui valori costituzionali che sono alla base dell’unità e della coesione nazionale.

Con la rabbia, l’odio e gli insulti non si governa il Paese. Non è mettendo gli italiani gli uni contro gli altri che lo Stato-Comunità riesce a dare risposte adeguate ai nuovi e vecchi problemi che affliggono il Paese.

Negli Stati democratici non si governa contro qualcuno ma per il bene comune. Ciò vuol dire preoccuparsi della Comunità di donne e uomini che la compongono a prescindere dalla loro appartenenza politica, nazionale, sociale, culturale e religiosa. Vuol dire anteporre l’interesse della convivenza pacifica di tutte e tutti al profitto elettorale. Vuol dire investire sul futuro di tutte e tutti avendo come quadro di riferimento i valori condivisi che reggono la vita della Comunità. Infatti, la nostra vita si svolge dentro ad una Comunità sia essa locale, nazionale, europea o internazionale e quindi tutte e tutti, primi fra tutti i governanti che devono essere da esempio, siamo chiamati a fare per la sua unità e coesione tutto il possibile.

Il vero cambiamento, quindi, non consiste nell’affermazione a tutti i costi delle proprie convinzioni ma nel fare in modo che esse corrispondano ai valori condivisi e all’interesse generale del Paese.

Leave a Reply