Civismo e Partecipazione

Lettera aperta: Esperienza di Cittadinanza Attiva.

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Gentile Presidente, ho avuto solo informazioni saltuarie delle attività de “L’Italia Che Verra”, e sarei interessato a conoscere meglio finalità e principi della vostra associazione.
Mario, studente di Scienze politiche, Sapienza Università di Roma

Caro Mario, ho avuto diverse richieste simili a quelle contenute nella tua lettera e alle quali rispondo con l’articolo che segue.

La storia della nostra associazione, che ha superato ormai il primo anno di vita, è una storia che ha le sue radici nello sforzo che alcuni di noi hanno voluto sostenere in occasione del referendum costituzionale del dicembre 2016. Allora demmo inizio ad una esperienza di servizio rivolta ai cittadini per poter offrire una informazione corretta ed esauriente sui temi relativi a quell’importante appuntamento referendario. Quell’esperienza è stata molto importante perché ha dimostrato il valore del portare il dibattito fra le persone comuni, coinvolgendole, prendendo contatti e intessendo una rete con l’associazionismo civico, pur nel rispetto delle storie individuali.

Da ciò ha preso le mosse l’idea di proseguire in questa direzione allargando l’attenzione a temi di stringente attualità e che, seppure complessi, toccano da vicino la quotidianità di tutti. La sfida era ed è quella di elaborare un modello di partecipazione civica di tipo nuovo.

Ricordo allora quali sono i nostri principi fondativi:

1) sensibilizzare elevando la conoscenza di temi di interesse generale;

2) formare e informare, ossia contribuire alla diffusione di una informazione chiara e completa tra i cittadini, che rifugga da fuorvianti semplificazioni, soprattutto sul delicato rapporto fra gli individui e la macchina amministrativa dello Stato e sul futuro possibile per la nostra capitale;

3) favorire uno scambio di esperienze e di idee tra persone, donne, uomini giovani e meno giovani poiché crediamo che stia nel rivolgersi ai diversi componenti di una loro comunità con diverse aspettative e bisogni, il vero senso di una educazione civica al futuro.

Il tutto secondo il rispetto di alcuni valori essenziali: la persona, nella sua unicità; l’inclusione, come presupposto della condivisione e della sicurezza comune; l’accoglienza, l’ascolto e il dialogo come forma del “fare politica” che contrasti gli atteggiamenti di chiusura e rifiuto dell’altro dal diverso da se.

Mai come oggi, quello che bisogna evitare, sono le confusioni di ruolo e funzioni, se si vuole effettivamente ricucire lo strappo fra il pensiero e la società, che conosciamo oggi nelle cosiddette democrazie avanzate. Uno strappo che riflette anche l’affievolirsi della capacità delle classi dirigenti di rappresentare e gestire nell’interezza di tutte e tutti i problemi concreti della gente in un sistema sempre più globalizzato e complesso. Certamente le risposte non possono essere trovate in una pericolosa banalizzazione sia delle difficoltà che delle soluzioni. Per questo l’obiettivo della nostra associazione è l’approfondimento a formare una coscienza sociale e culturale all’altezza dei tempi che viviamo.

Altresì, vogliamo ribadire il concetto importante per cui “Italia che verrà” è una associazione apartitica, che vuole rimanere tale, soprattutto laddove la tentazione, in un momento delicato come questo, sia quella di finire immischiati nella querelle senza fine che attanaglia specialmente l’area di centrosinistra. Pur avendo a cuore un progetto di democrazia riformista, quale caratteristica precipua della nostra associazione, crediamo con forza che, nel nostro piccolo, la vera novità possa essere quella di una autonomia di pensiero e d’azione.

Di fronte anche ad importanti scadenze politiche prossime, che inevitabilmente stanno acquisendo una valenza di “scelta” di fondo a livello europeo, crediamo fermamente in una idea di Unione continentale fondata su valori che si ispirano alla tradizione della democrazia e dell’umanesimo, della solidarietà e del rispetto della persona e dei diritti di libertà di donne e uomini, nessuno escluso. Per tali ragioni, la prossima scadenza elettorale ci deve vedere impegnati al massimo nel nostro compito, quello cioè di costruzione di una coscienza e di una sensibilità informata nell’opinione pubblica, contro qualsiasi deriva estremista ed egoista, nella difesa di quei valori universali che sono alla base della convivenza pacifica tanto a livello locale e nazionale che europeo.

Il nostro interesse primario è quello di contribuire alla costruzione di un nuovo progetto di società aperto e inclusivo.

Maria Medici

Presidente dell’Associazione “L’Italia Che Verrà”.

 

 

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