CIVISMO E PARTECIPAZIONE

Lucano e la sacralità della legge

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La notizia dei domiciliari di “Mimmo” Lucano, sindaco di Riace non è certamente passata inosservata. Lucano ha costruito da zero quello che a detta di molti è il miglior progetto di accoglienza mai messo in pratica. Un modello che ha aiutato centinaia di migranti istruendoli, affidandogli cooperative sociali e piccole realtà lavorative riportando così in vita il piccolo paese di Riace che ha visto impennare il settore del turismo e le possibilità per i giovani calabresi. Tuttavia, stando all’accusa, sembra si sia macchiato di illecito amministrativo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

C’è chi ha festeggiato la notizia dell’arresto,  e c’è chi che sarebbe capace di trasformare in propaganda politica anche il disegno di un bambino dell’asilo.

Non voglio però addentrarmi in nessuna delle due questioni, piuttosto riflettere con voi di un dibattito (se si è così temerari da volerlo definire tale) che si è aperto proprio sulla scia del caso Lucano; quello svoltosi tra Vittorio Sgarbi e Mario Giordano.

La domanda posta era la seguente: La legge è intoccabile? O, per usare le parole dei protagonisti: la legge è sacra?

Una domanda non proprio semplice alla quale sarebbe potuto seguire un dibattito meraviglioso. Ognuno di noi ne avrebbe potuto trarre giovamento con spunti di riflessione riguardo temi e tematiche che all’apparenza possono sembrare di carattere metafisico ma che sono, invece, alla base del nostro modo di agire!  Sgarbi e Giordano hanno dato del loro peggio per mandare tutto all’aria. Rendendoci di nuovo partecipi del livello bassissimo di alcuni ospiti e di alcune puntate dei talk-show nostrani.

Dunque: compio un’azione perché è giusta o lo faccio per via delle sanzioni in cui rischio di incappare se non la compissi? Qual è un’azione giusta? Qualcuno potrebbe pensare: “la legge!”. Forse, rispondo io. Parecchie volte è anzi l’unica risposta possibile ma non dimentichiamoci di quando, negli Stati Uniti lo scambio di esseri umani era perfettamente legale e la schiavitù aveva anche tutela nell’ordinamento, soltanto pochi secoli fa. O di quando, nel 1938 con un semplice decreto legislativo del consiglio dei ministri, le bambine i bambini ebrei venivano espulsi e allontanati dalle scuole di ogni ordine e grado. Non seguire quelle leggi o lottare contro la loro applicazione era un reato. Un’azione perciò punibile.

La legge non può essere sacra. Gnoseologicamente e ontologicamente parlando. E’ fatta dagli uomini, non può essere perciò perfetta. Ha essa stessa dei limiti tangibili.

Sapere che un discorso tanto fragile sia stato affrontato in modo tanto indecoroso da Sgarbi e Giordano fa rabbrividire. Sentirli urlare, sbracciarsi nel tentativo di rapire la Ragione e imprigionarla presso la fortezza delle proprie idee e convinzioni quando essa, su tematiche del genere deve essere libera di circolare libera, indisturbata.

Mimmo Lucano ascolta le parole della Ragione ma non solo. Si rifà alla costituzione e al diritto umano. Due pilastri che non dovrebbero mai essere dimenticati da nessun ministro né tantomeno da noi popolo. Un popolo che spesso spera di trovare una figura illuminata e forte su cui riversare ogni preoccupazione e trovare risposta al fine di non impegnarsi e lasciarsi guidare. La verità è che questa figura non esiste, non è esistita e non esisterà mai. La verità è che la prima funzione di controllo del potere va svolta da tutti noi. Come ha fatto Mimmo Lucano che in queste ore si è visto sbeffeggiare da un ex mafioso pubblicizzato sulla pagina Facebook dell’attuale ministro Salvini nel silenzio assordante dell’altra componente di governo.

Non sempre la legge è giusta ed è inutile immaginarsi i legislatori come fautori della verità assoluta.

Vorrei parlarvi in queste ultime righe di Rosa Parks. Rosa era una donna afroamericana e nel 1955 si rifiutò, a Montgomery, di cedere il posto a un bianco. Da questo gesto nacquero i primi movimenti di protesta e per i diritti civili degli afroamericani e presto in tutta la cittadina di Montgomery, molti di essi non cedevano più il posto.

Questa storia è parallela a quella che ha acceso la mia riflessione. Parla di una figura coraggiosa che trova un qualcosa di stridente con dei concetti fondamentali ossia quelli di aiuto reciproco e uguaglianza. All’inizio entrambi hanno tutti contro ma poi i movimenti crescono, l’opinione pubblica matura e le leggi ingiuste sono scardinate. Trascinate via. L’arroganza del potere che si sta man mano solidificando col passare dei mesi di questo governo dello sgomento vorrebbe farcelo dimenticare, non permettiamoglielo! E non dimentichiamoci di pensare.

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