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Le catastrofi richiamano i media come il becchime i piccioni. Tanto più quando svanisce nel fumo Notre Dame, e dunque qualcosa di veramente enorme sta davvero accadendo tra le cose e nelle menti dei lettori di Victor Hugo, dei selfisti in prospettiva di guglia e di quelli in fregola per lo scontro di civiltà, col calendario fisso all’11 settembre.
Ridestati dopo le ansie della notte, ammirato il titolo di Agorà) (“l’attimo struggente”) e appreso che almeno le pietre sono ancora in piedi e che la Francia potrà rassettare il suo simbolo (anche nostro, alla faccia della questione libica in cui intingono il biscotto i sovranisti alla luganega), possiamo ora equilibrare la tempesta emotiva ricorrendo all’ironia e al cinismo. Ce ne offre l’occasione la Rai.
Ieri sera, dunque, rientrati a casa da una pizza in luogo chiuso e sconnesso da internet, mentre ancora appendiamo il giubbetto in ingresso, udiamo i commenti al disastro (è così ne apprendiamo) subito riconoscendo le voci di TGh24 di Sky, coi soliti ragazzi non lottizzati e proprio mentre al telefono l’esperto di incendi ridicolizzava l’ideona di Trump –iinsight nella sua forma mentis- di scaricare le tonnellate delle bombe d’acqua sulle strutture duecentesche della cattedrale.
Al primo intervallo di pubblicità scanaliamo in cerca di continuità, e ci accorgiamo che Rai1 ha fatto saltare la replica di Montalbano e anche lì si sta seguendo il disastro, previa convocazione in studio di un signore vestito da pompiere (non era Salvini). Allora ci siamo detti: “Evidentemente stanno ogni tanto passando la linea al loro canale H24”. E invece no, per tutta la sera due Rai hanno doppiamente seguito il medesimo evento.
Come non chiedersene il perché? Qui le spiegazioni possono essere alte o basse.
Un motivo “alto”, ma non nobile, potrebbe essere il sospetto di un 11 settembre bis, proprio alle soglie delle elezioni europee. E allora, in desiderante attesa della rivendicazione jhadista, eccoci lì ansiosi di amministrare –altro che delegarlo al marginalizzato canale all news- il prevedibile battibecco fra i compari di governo, i cucù delle opposizioni, etc etc.
Il motivo “basso” sarebbe invece nella assurda convivenza fra un canale all news e altre testate che, a lasciar fare al primo si sentirebbero smontare nel cuore e negli organici, come cattedrali pluraliste –il pluralismo è, come è noto, il feticcio di comodo che le perpetua- di un tempo che fu.
A voi la scelta fra l’alto e il basso. Non prima di aver registrato che Rai 1 col 18% di share, ha ottenuto una vittoria schiacciante sulla concorrente RaiNews24, ferma a un misero 1,5%. Sono soddisfazioni, pur se onanistiche.

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