Diario di Bordo

28 settembre 2018: La manovra finanziaria gialloverde

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Primo giorno: 28 settembre 2018

La manovra finanziaria gialloverde

Guidare come un pazzo a fari spenti nella notte e vedere poi com’è difficile morire…tu chiamale se vuoi emozioni…

Oggi siamo al primo giorno del nostro diario di bordo. Ieri notte il Consiglio dei ministri ha varato la Nota di aggiornamento del DEF a termine di legge.

Ma, al momento, si conosce solo la quantificazione complessiva della manovra (oltre 30 miliardi di euro) e delle singole misure (che sono poi quelle già circolate: reddito/pensione di cittadinanza, flat tax, quota 100 per le pensioni, pace fiscale), oltre che la sintetica indicazione del deficit in rapporto al Pil (2,4 per cento per tutti e tre gli anni dal 2019 al 2021). Mancano le tabelle con l’esposizione dei principali dati macroeconomici relativi agli obiettivi programmatici: crescita di Pil, investimenti, consumi, andamento di occupazione e disoccupazione, spesa per interessi, avanzo primario e debito pubblico in rapporto al Pil.

In particolare, aspettiamo con ansia di verificare la coerenza del nuovo quadro macroeconomico rispetto all’annunciata manovra: essa risulta finanziata ampiamente in deficit e priva di impulso forte agli investimenti, rinnega le regole europee in tema di disavanzi eccessivi e arresta bruscamente il percorso di graduale riduzione del debito di recente faticosamente avviato.

Siamo ansiosi di vedere come, secondo il Governo, le misure impatteranno sull’economia reale del paese e sulla sostenibilità di breve e medio termine dei conti pubblici. Sappiamo bene che senza stabilità dei conti ogni crescita è illusoria e di breve durata.

Per adesso, osserviamo la salita dello spread e la caduta della Borsa mentre i governanti gialloverde brindano sul balcone di Palazzo Chigi alla “manovra del popolo” affermando che i mercati finanziari “se ne faranno una ragione “.

Fari spenti, emozioni: presto al giudizio dei mercati si aggiungerà quello delle agenzie di rating (con il possibile declassamento dei nostri titoli) e quello della Commissione Europea.

Che dire? Speriamo che Lucio Battisti abbia ragione …è così difficile morire…andare in default…