Diario di Bordo

Diario di bordo: note, spunti e riflessioni sul percorso della manovra di bilancio per il 2019

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Premessa

Prende avvio una nuova iniziativa della nostra associazione finalizzata a monitorare la manovra finanziaria per il 2019 lungo tutto il percorso che prevede prima del varo finale una serie di passaggi obbligati sia a livello nazionale che europeo.

Può essere utile quindi, richiamare brevemente il quadro normativo di riferimento che regola i tempi e i modi di predisposizione dei documenti programmatici e di bilancio.

Gli strumenti della programmazione finanziaria e di bilancio sono previsti dalla legge 39 del 2011, che ha modificato la legge 196 del 2009 a seguito delle nuove regole adottate dall’Unione europea in materia di coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri, e dal Regolamento UE 473 del 2013 sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro, oltre che dalla riforma della contabilità pubblica varata nel 2016 (legge 163 del 2016) e dall’introduzione, in ossequio ai dettami del fiscal compact, del vincolo del pareggio di bilancio nella Costituzione (legge costituzionale 1 del 2012).

In sintesi si tratta di un ciclo programmatico annuale che allinea per tutti i paesi dell’area euro le scadenze relative alla indicazione formale da parte dei governi degli obiettivi di crescita e bilancio consentendo così un maggiore coordinamento delle politiche economiche.

Il ciclo inizia ad aprile con la presentazione del Documento di Economia e Finanza (DEF) che, come tutti i documenti programmatici e di bilancio, deve essere poi approvato dal Parlamento.

È il principale strumento della programmazione economico-finanziaria e indica la strategia economica e di finanza pubblica nel medio termine. Il DEF si compone di tre sezioni: il Programma di Stabilità, con gli obiettivi da conseguire per accelerare la riduzione del debito pubblico; Analisi e tendenze della finanza pubblica, con l’analisi specifica e dettagliata dei conti, delle previsioni e delle coperture; il Programma Nazionale di Riforma, con l’indicazione dei progressi nelle riforme già avviate e delle principali riforme da attuare.

A settembre il ciclo prosegue con la Nota di Aggiornamento del DEF che deve essere presentata alle Camere entro il 27 del mese. La Nota consente di aggiornare le previsioni economiche e di finanza pubblica in relazione alle più recenti informazioni disponibili sull’andamento dell’economia rispetto a quelle utilizzate per il DEF. In sostanza la Nota contiene i nuovi parametri macroeconomici riferiti, tra l’altro, a crescita del Pil, rapporto deficit-Pil e debito pubblico-Pil. Il passaggio parlamentare si presenta delicato nel caso in cui a dover essere approvata ci sia anche la lettera del governo al Parlamento con la quale, in base al nuovo articolo 81 della Costituzione, si chiede l’autorizzazione allo scostamento di medio termine dal deficit precedentemente programmato.

Entro il 15 ottobre il Governo invia alla Commissione Europea il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) che illustra in forma sintetica (con tabelle) e standardizzata il progetto di bilancio per l’anno successivo. Il DPB tiene conto delle revisioni dei dati di consuntivo apportate dall’ISTAT, spiega la motivazione di eventuali differenze rispetto alle stime del DEF di aprile, illustra i provvedimenti della manovra di finanza pubblica proposta dal Governo per il conseguimento degli obiettivi programmatici e l’impatto sui conti pubblici e sulla crescita economica.

La Nota di aggiornamento al DEF, fissando le coordinate e gli obiettivi entro cui si muoverà la manovra economica per l’anno successivo, costituisce anche il passo preliminare alla presentazione entro il 20 ottobre da parte dell’Esecutivo del disegno di legge di bilancio (la “manovra” per l’anno successivo, vale a dire la ex finanziaria e la ex legge di stabilità, ai sensi della riforma di contabilità varata nel 2016), dando inizio alla sessione parlamentare di bilancio.

Entro il 30 novembre, la Commissione europea adotta, e presenta all’Eurogruppo, un parere sul DPB in cui è valutata la congruità della manovra rispetto agli obiettivi programmatici indicati dallo Stato membro. Il parere, per ogni singolo paese e per l’area dell’euro nel suo complesso è reso pubblico. Nel caso in cui sia riscontrata un’inosservanza particolarmente grave degli obblighi assunti nel Patto di stabilità e crescita, al Paese potrà essere chiesto di rivedere il proprio documento programmatico di bilancio per tenere conto delle osservazioni formulate dalla Commissione.

Il testo della manovra, che contiene le misure (e la loro quantificazione economica) necessarie a realizzare gli obiettivi indicati nella Nota con le conseguenti previsioni di entrata e di spesa, dovrà essere approvato dal Parlamento (con eventuali modifiche) entro il 31 dicembre.