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Industria della surrogacy: costi e giro d’affari. Informazioni e stime

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E’ molto difficile reperire a livello internazionale, ma anche di singolo paese, dati omogenei, sommabili e affidabili sui costi della maternità surrogata e sul movimento finanziario complessivo che essa genera. Il motivo è semplice: la mancanza di trasparenza di un’attività che si colloca in una zona d’ombra tra il lecito e l’illecito in molti paesi. Il principio basilare di ogni statistica non può quindi essere garantito, ma sono comunque ottenibili informazioni importanti e significative in merito.

I costi variano tra paesi (come si vedrà a breve) e tra diverse forme di surrogacy: quella “tradizionale”, in cui si usa l’ovulo della surrogata, che è così madre biologica del neonato; e quella “gestazionale”, in cui la surrogata è solo un “involucro”. In questo caso l’embrione può essere creato in tre modi diversi: fecondazione in vitro usando ovulo e seme degli “aspiranti genitori”; ovulo o seme proveniente da una donatrice o un donatore; sia ovulo che seme provenienti da donatori.

La pratica è considerata illegale nella maggioranza dei Paesi del mondo. Solamente 16 Paesi su 226 la consentono, seppure con diverse modalità e diversi limiti, tra cui la distinzione tra surrogacy “altruistica” (la madre surrogata non riceve parcella per il suo servizio di utero in affitto, ma un rimborso delle spese mediche) e “commerciale” (nelle spese è inclusa anche la “parcella” della madre). La versione “altruistica” rappresenta di fatto solo un escamotage per eludere i divieti in quei paesi che non ammettono la versione “commerciale” e dà luogo comunque a un notevole giro d’affari.

La maternità surrogata commerciale è legale in alcuni Stati Usa, in Ucraina, Russia, Georgia. La California e l’Ucraina sono considerati i Paesi del boom dell’industria della surrogazione commerciale. L’India è da considerare un paese ove gli affari intorno alla surrogacy sono stati finora imponenti, ma da pochi mesi sono entrate in vigore leggi che ne limitano l’utilizzo, in particolare alle coppie straniere.

I costi della surrogacy variano da Paese a Paese, con un marcato divario tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Così, negli Usa una coppia può arrivare a spendere tra i 100mila e i 150mila dollari per avere un figlio con questo sistema, di cui dai 14mila ai 18mila vanno alla surrogata. In India e Ucraina, invece, i prezzi scendono notevolmente: 30mila-40mila dollari (di cui appena 800-2.500 alla surrogata) a New Delhi; 30mila-45mila dollari a Kiev, dove la surrogata riceverà 10mila-15mila dollari.

I dati relativi alle nascite sono difficili da ottenere, poiché molti Paesi non li diffondono. Nel 2010 in California sono nati circa 1.400 bambini, la metà dei quali su richiesta di coppie straniere. In India, fino all’entrata in vigore delle nuove norme, operavano oltre 3mila cliniche, per un business di circa 400milioni di dollari l’anno che registrava almeno 1.500 casi di surrogazioni annuali, un terzo dei quali per conto di stranieri.

Nonostante le restrizioni (o proibizioni) vigenti in molti Paesi, è un mercato in crescita che, secondo le stime, frutta circa 6 miliardi di dollari l’anno a livello internazionale.

I costi della surrogacy sono evidenziati bene nei siti on line delle cliniche specializzate. Basta digitare “surrogata” su Google per avere una panoramica del “mercato”. I servizi offerti sono molti e sono contenuti in contratti rigidi e puntuali che prevedono praticamente qualsiasi possibile evenienza. Si prevede il compenso per la gestazione, le spese di viaggio ed eventuali retribuzioni da lavoro a cui la madre surrogata dovrà rinunciare. L’aspetto medico riguarda il numero di donatori di sperma, i test genetici e l’assistenza. La distanza delle surrogate/ donatrici dalla clinica di fecondazione influisce sui costi. Vi sono poi le spese legali, l’assicurazione per le madri surrogate, i costi di agenzia, in particolare per i non residenti nel Paese, il supporto psicologico, l’assicurazione per i neonati, le spese per la donazione di ovuli.

Le immagini presentate dai suddetti siti descrivono benissimo il senso puramente commerciale della transazione, la mercificazione dei corpi, la possibilità concreta di selezionare i caratteri fisici della madre surrogata e della donatrice di ovuli al fine di avere un bambino con i tratti somatici desiderati: occhi azzurri, oppure marroni…; capelli biondi oppure castani…; gruppo sanguigno etc…

Si confermano quindi alcune delle ragioni per cui la surrogacy va respinta in assoluto: il senso del “business” che le ruota intorno, lo sfruttamento delle donne (e della loro salute) dei paesi più poveri, il rischio di una “selezione” fisica dei bambini.

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