Economia

Il Paese delle meraviglie (senza Alice)

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Nell’Italia gialloverde la realtà e la finzione si sovrappongono di continuo dando luogo ad un mondo meraviglioso ove tutto e il contrario di tutto è possibile.

“Che roba! Roba dell’altro mondo! Tutto il mondo, oggi, è roba dell’altro mondo! E pensare che fino a ieri le cose avevano un capo e una coda! Le erano successe tante cose straordinarie che Alice cominciava sul serio a credere che per lei non ci fossero cose impossibili.”

Ad esempio, varare una manovra di bilancio assistenziale che non aiuta la crescita ma chiamarla manovra per la crescita; aumentare la pressione fiscale e bloccare gli investimenti pubblici nelle grandi opere ma sostenere di favorire lo sviluppo; irrigidire il mercato del lavoro e far chiudere gli esercizi commerciali la domenica ma affermare di puntare a una maggiore occupazione.

“Alice rise: – È inutile che ci provi, disse; non si può credere a una cosa impossibile.– Oserei dire che non ti sei allenata molto – ribatté la Regina. – Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione.”

Ad esempio, essere No-Tav, ma anche Si-Tav, anzi Boh-Tav; essere Si-Vax, ma anche No-Vax; spingere per una maggiore autonomia regionale ma anche frenarla; essere in recessione ma non prevederla; innescare le condizioni per una manovra lacrime e sangue nel 2020 ma non annunciarla.

“Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero. – Che strada devo prendere? – chiese. La risposta fu una domanda: – Dove vuoi andare?–  – Non lo so –, rispose Alice. – Allora,  – disse lo Stregatto – non ha importanza.”

Ad esempio, firmare un impegnativo memorandum commerciale con la Cina asserendo di rimanere fedeli agli allarmati alleati atlantici; essere un paese dell’Unione europea ma non accettarne fino in fondo le regole; detenere l’euro ma senza un profondo convincimento.

Nel Paese delle Meraviglie non si affronta la realtà, non si risolvono i problemi, non si prendono decisioni, tutto è avvolto in una nebbiolina leggera, i contorni delle cose sono sfumati, si sogna e basta mentre i giorni passano, mentre le estati muoiono.

D’altronde, che cos’è la vita se non un sogno?

“Tagliatele la testa! – urlò la Regina. Ma nessuno si mosse. –Tu non sei che la Regina d’un mazzo di carte – disse Alice. A queste parole tutto il mazzo si sollevò in aria vorticosamente e poi si rovesciò sulla fanciulla. – Risvegliati, Alice cara, – le disse la sorella, – da quanto tempo dormi, cara! – Oh! ho avuto un sogno così curioso! – disse Alice, e lo raccontò alla sorella. – È stato davvero un sogno curioso, cara ma ora, va subito a prendere il tè; è già tardi.”

Ecco, andiamo anche noi a prendere un bel tè caldo, sperando di svegliarci un po’ prima di Alice per evitare che il Paese delle meraviglie (delle ambiguità) si trasformi nel Paese dei disastri.

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