Europa

Europa di pace e sicurezza

Shares Share

In mezzo a tanta confusione e tra mille incertezze sul futuro dell’Europa unita, viene da pensare che la costruzione europea sembra vittima del suo stesso successo. Bisogna ricordare che la missione originaria del progetto europeo era “mai più una guerra tra di noi”. Per il raggiungimento di questo traguardo i Popoli europei hanno trovato in loro risorse impensabili, che oggi hanno bisogno di essere alimentati e motivate per rispondere alle domande e ai nuovi bisogni dettati dalle sfide della globalizzazione.
Da uno studio demoscopico di Eurobarometro sul futuro dell’Unione europea l’impegno maggiore che le cittadine e i cittadini europei chiedono all’Europa sono la lotta al terrorismo, il governo dell’immigrazione, l’occupazione e la sicurezza individuale.

I valori della pace all’interno dell’UE, la libertà di viaggiare, lavorare e studiare, la moneta unica e il programma Erasmus sono ritenuti risultati positivi agli occhi di tutti gli intervistati.

Il sondaggio identifica poi due tipologie principali di particolare attenzione per gli intervistati: da un lato, le libertà in termini di diritti fondamentali e libera circolazione e, dall’altro, i risultati socio-economici conseguiti, in particolare i diritti del lavoro, le pensioni e il benessere economico.

Nel campo della parità uomo donna emerge una valutazione precisa per tutti gli intervistati: servono maggiori sforzi nel campo della parità ritenuta incompleta.

In queste risposte emerge chiaramente il bisogno di una nuova motivazione convincente a favore dell’integrazione europea. Una netta maggioranza della popolazione europea vuole l’Europa unita e indica chiaramente la nuova motivazione: alla vecchia Europa della pace deve seguire l’Europa della difesa delle persone e della sicurezza individuale.
Ma qui le resistenze per andare oltre vengono dai governi dei Paesi che la compongono, perché la costruzione europea è prima di tutto una questione di responsabilità nazionale e di sovranità condivisa. Se i governi nazionali non acconsentano a dare capacità nuove all’Unione europea difficilmente essa potrà dimostrare di essere in grado di attuare scelte rassicuranti per le cittadine e i cittadini.
Evidente allora che l’Europa potrà esistere solo se avrà i mezzi necessari per poterlo fare, prima fra tutte regole fiscali comuni nell’area dell’Euro e un bilancio europeo più funzionale agli obiettivi di crescita, innovazione e sicurezza individuale.
La sfida è di grande rilievo e deve avere il consenso non solo dei governi nazionali ma anche delle cittadine e dei cittadini che lo potranno esprimere in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.
Il futuro dell’Europa non dipenderà quindi soltanto da governi nazionali più responsabili, che evitino di scaricare su di essa le loro difficoltà interne, con tentazioni estremiste e disgregative.
Il futuro dell’Europa dipenderà anche dal consenso delle cittadine e dei cittadini che si sentono tali, ma che hanno bisogno di nuove motivazioni.

#Europa #UnioneEuropea #Pace #Sicurezza #ParlamentoEuropeo #LItaliaCheVerra #FrancescaMarinaro

Leave a Reply