Europa

L’isolamento: l’arma del più debole.

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Quante volte durante la campagna elettorale per l’elezione dei rappresentanti italiani al Parlamento europeo, abbiamo sentito dire a Salvini e Di Maio che il vento in Europa sarebbe cambiato grazie a loro.

E allora adesso guardiamo ai fatti concreti:

  • primo, nel Parlamento europeo si è avviato il lavoro per un’intesa tra tutte le forze europeiste, Popolari, Socialisti e Democratici, Liberali e Verdi, “per definire un’ambizione comune per la prossima legislatura”;
  • secondo, non ci sarà un gruppo dei “sovranisti” come sostenuto da Salvini, ma ci saranno tre gruppi dei sovranisti, euroscettici  e anti europei. La lega farà parte del gruppo  che comprende i Partiti di destra e di estrema destra europea come il Vlaams Belang belga, il Rassemblement National francese di Marie Le Pen, il PVV neerlandese e il FPÖ austriaco; il M5S formerà un gruppo (EFD) insieme al partito pro-Brexit di Farange; il Pis polacco e il partito dei Tories britannici formeranno il gruppo dei conservatori (ECR).

Questi i fatti che dimostrano che Lega e M5S non toccheranno palla nell’Ue non solo nella formazione dei nuovi assetti istituzionali ma anche dal punto di vista delle politiche da fare, dato che non hanno i numeri per farli votare.

Con sole chiacchiere e distintivi non si va da nessuna parte; per “fare” servono impegno costante e alleanze. Per chi ha responsabilità di governo, soprattutto di un grande paese fondatore, la prima cosa da sapere è che l’alleanza è scienza; l’impegno arte e che le chiacchiere portano solo all’isolamento.

L’Europa delle persone, del lavoro, del governo dell’immigrazione non si costruiscono per grazia ricevuta, ma solo se si è in grado di fare proposte sensate e alleanze solide.

L’isolamento è la mancanza dell’altro, quello che Salvini e Di Maio a parole dicono che vorrebbero ci fosse. Le mura che l’isolamento costruisce attorno tengono fuori gli altri ma anche te stesso, perché sei tenuto e ti tieni fuori da tutto e da tutti.

La conclusione è che non solo il M5S Di Maio, il vero sconfitto in queste elezioni, ma anche la Lega di Salvini, nonostante il consenso nazionale ricevuto, sono condannati a restare minoranza nel panorama politico europeo, costringendo così tutto il Paese a stare ai margini della vita politica dell’Unione europea.

Questo il vero cambiamento prodotto da Lega e M5S in Europa.

Per questo per tutte le forze europeiste, non solo in Europa ma anche in Italia, è essenziale la capacità di ricostruire un equilibrio tra le ragioni della politica e della democrazia, quelle della crescita e dello sviluppo e quelle della coesione e della solidarietà; di declinare in modi nuovi i temi della libertà – partendo da quella delle donne -, e della sicurezza, nella sua accezione più ampia.

Se Salvini e Di Maio isolano il Paese, bisogna essere consapevoli che nello scontro sociale e culturale vince chi si adopera per un maggiore ascolto e un lavoro di messa insieme di tutte le risorse del Paese.

Oggi il problema è di costruire insieme, forze della Politica e della società civile, un nuovo progetto di governo che abbia una forte capacità espansiva nella società. E’ chiaro, infatti, l’impatto che potrebbe avere un progetto se a costruirlo e sostenerlo non saranno solo soggetti politici, grandi o piccoli, ma un campo di forze, movimenti, associazioni, individui oggi disponibili a condividere ragioni e valori dell’Europa unita.

Ecco perché l’attenzione alle alleanze, alla costruzione di un nuovo centrosinistra, è positiva ma non basta, perché quello che serve è la costruzione di un progetto comune e condiviso di società.

Capisco quando sia difficile la sfida, ma sono convinta che questa sia la chiave per combattere l’isolamento e ridare forza e prestigio all’Italia nell’Europa unita.

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