L'Italia che c'è

69.500 Euro a Cranio…Facciamo gli Gnorri. 80 Euro Risparmiati…Facciamo la Ola. E i Pensili Antisismici

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Quattromilacentosessantotto (meglio scriverlo lungo, 4.168 in cifre rende meno l’idea). Quattromila cento sessantotto miliardi di euro è il risparmio privato delle famiglie italiane.
Non quello investito, depositato o portato o occultato all’estero. E neanche quello depositato sotto i materassi o mattonelle casalinghe. No, queste due grandezze non entrano nel conto. Quattromilacento sessantotto sono i miliardi di euro che in maniera pulita, palese e tracciabile le famiglie italiane hanno da parte nell’anno 2.017, l’anno narrato e vissuto dai più come magro se non misero.
La cifra la fornisce il salone del Risparmio e la medesima fonte ci informa che mediamente una famiglia italiana destina al risparmio il dieci per cento del reddito (quello reale, non quello dichiarato al fisco, le due grandezze come è noto ma spesso dimenticato differiscono assai).
Quattromilacentosessantotto miliardi di euro diviso alla grossa per 60 milioni di residenti fa 69.500 euro a cranio. Una famiglia di tre persone: circa duecentomila euro di risparmio, di soldi messi da parte.
Non vi torna, non ce li avete? Qualcuno ha i suoi duecentomila e pure i vostri di duecentomila. Questo di sicuro. Ma possono averceli tutti i 4.168 miliardi i diecimila, i centomila, il milione di italiani di tutte le Caste riunite e riunificate? No, con tutta evidenza no.
Un paese, un popolo con 4.168 miliardi di risparmio privato (circa il doppio del debito pubblico)  sono paese e popolo che ha un modo tutto suo di essere povero. Un paese impoverito dal non produrre più ricchezza e ancora seduto sulla ricchezza accumulata. Già, seduto. A difesa arcigna e acida dell’accumulato. Arcigna, acida e dissimulatoria: sull’esistenza nelle tasche delle famiglie italiane di quegli indubitabili e incontestabili miliardi 4.168 miliardi facciamo…gli gnorri.
Però facciamo la ola alla nuova sobrietà imposta dal popolo. Al primo e secondo giro di consultazioni al Quirinale per la formazione del governo Lega e Pd sono saliti…a piedi. E a piedi la prima volta è salito M5S, la seconda in sobria Clio. L’unico ad andare in auto è stato Berlusconi, l’auto però era di sua proprietà. Niente auto blu dunque, sparite le auto blu dai cinegiornali (pardon, telegiornali).
Risparmio stimabile, taglio alla spesa pubblica di circa 70/80 euro. E’ la nuova spending-show. Alla Ue saranno contenti, finalmente un taglio al deficit e in prospettiva al debito pubblico.
In questo clima di rinnovato fervore civico e civile, in questi primi piccoli letteralmente passi della nuova moralità pubblica una parte dell’informazione inserisce con zelo il suo contributo.
E quindi svela e lamenta, denuncia e accusa il mal speso per il terremoto. Abbiamo infatti potuto leggere e ascoltare qua e là tra carta stampata e tv (con delizia dei social) che all’ultima scossa di terremoto nelle cosiddette Casette assegnate a chi casa aveva perduto per il sisma, niente meno si sono rovesciate pentole e stoviglie.
Addirittura è accaduto che pensili delle cucine si siano mossi, magari lasciando cadere qualche tazza e bicchiere. Grande è stata l’indignazione di qualche non isolata cronaca per la mancata installazione di pensili anti sismici e la mancata fornitura di pentole e stoviglie immobili ad ogni scossa.
Pensili che si muovono e stoviglie che si agitano e pentole che magari si rovesciano sotto terremoto. Prove evidenti di spreco di denaro pubblico ci ha suggerito la vigile informazione inquadrando gli interni smossi delle Casette.
Purtroppo i servizi giornalistici hanno mancato di segnalare che anche l’acqua dello sciacquone e quella nelle bottiglie si è mossa durante le scosse, segno evidente di mancata prevenzione. Appello-monito dunque dell’informazione sempre dalla parte della gente perché lo Stato non lasci più nessuno senza pensili e acqua anti sismici. Facciamo…ridere? Non più. Le croni-comiche le prendiamo sul serio.

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