L'ITALIA CHE C'E'

A proposito dei genitori gay. Mimmo Fuccillo non condivido.

Shares Share

Il desiderio di un figlio non è un diritto. La scelta di realizzarlo a tutti i costi ricorrendo alla maternità surrogata o utero in affitto “offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane”.

L’articolo di Mino Fuccillo, “Genitori gay si e gay contro mamma e papà no” che prende spunto da recenti fatti di cronaca (la trascrizione all’anagrafe comunale di Roma di una bambina “nata” all’estero da due padri e la pretesa avanzata da una coppia gay di far abolire presso la scuola frequentata dal figlio la festa della mamma e del papà), mette sullo stesso piano due concetti di libertà a mio avviso profondamente differenti.

© Nick White / Getty Images

Il primo concerne una libertà non garantita dal diritto vigente in Italia, quella di ricorrere alla gestazione per altri (GPA, o maternità surrogata o utero in affitto) da parte di due esseri di sesso maschile che desiderano un figlio e non hanno altro modo per soddisfare questo desiderio. Si tratta, anzi, di un atto vietato dalla legge in quanto, come ribadito con forza da una recente sentenza della Corte Costituzionale, “la maternità surrogata offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane”.

Una pratica che rende merce di scambio donne e bambini e che dietro la risibile maschera del “gesto altruistico” nasconde, da un lato, un enorme giro d’affari e, dall’altro, uno scandaloso sfruttamento di donne povere o comunque bisognose, specialmente nei paesi a minore sviluppo ove spesso sono spinte dalla pressione delle famiglie.

Per i due papà non si può parlare, quindi, di un ampliamento di libertà rispetto a quelle riconosciute delle unioni civili, né tantomeno di diritto, come sottintende l’articolo di Fuccillo, e la trascrizione all’anagrafe comunale compiuta dai funzionari pubblici con l’apparente giustificazione di tutelare il minore (innocente, certamente) in realtà apre la strada a ben più gravi conseguenze, sul piano psicologico innanzitutto. Perché prima o poi questo bambino si domanderà com’è nato, vorrà sapere chi è la madre e dov’è, magari vorrà conoscerla, magari ne sentirà la mancanza…”Cancellare la madre” in contrasto con le leggi più elementari della natura è un fatto grave. La libertà per essere riconosciuta come tale deve porsi un limite, in questo caso il limite è il rispetto delle condizioni basilari della procreazione umana.

Tutt’altra cosa è il secondo concetto di libertà di cui si parla nell’articolo. Quella sì, festeggiare la mamma e il papà, coincide con un diritto garantito dalla Costituzione, il diritto di esprimere le proprie idee e convinzioni, religiose e non, e pretenderne il rispetto (purché ovviamente non siano contrarie alle leggi dello stato e ai principi democratici).

Quindi, come suggerisce Fuccillo, è giusto non piegarsi alle pretese di minoranze aggressive e prepotenti (nel merito, la coppia gay ostile alle feste della mamma e del papà) che vogliono imporre le loro visioni del mondo contro i sentimenti profondi della maggioranza delle persone.

Lascia un commento

L'Italia Che Verrà

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra verso terzi. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi