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Di Maio: Io, la Storia. De Gasperi? Non aveva alle spalle 20 anni di malgoverno

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Luigi Di Maio la frase se l’arrotola in bocca come una caramella gustosa, la frase la pronuncia con gusto e se la gusta. Eccola la frase di Luigi Di Maio per stampa, televisione e popol tutto: “Stiamo scrivendo la storia”. La Storia, quella con la maiuscola.

La Storia che Di Maio giura di star scrivendo è il Contratto Governo Cambiamento (meglio scrivere anche questo in maiuscole, quando si ha a che fare con la Storia non bisogna essere di braccino corto). CGC con contorno, anzi sostanza di Terza Repubblica e Repubblica dei Cittadini e Repubblica dei Temi che, udite udite, per la prima volta nella storia d’Italia sarebbero alla base di una trattativa di governo.

Non è dato sapere cosa Di Maio intenda davvero per temi. Se quelli che gli assegnavano a scuola con relativo svolgimento o se intenda dire lavoro, fisco, sicurezza, alleanze internazionali… Forte è il sospetto che Di Maio intenda questi ultimi e quindi secondo la storia nota a Di Maio sarebbe la prima volta che un governo si fa o non si fa sulla base di scelte relative a lavoro, fisco, sicurezza, politica estera. Da cui la domanda: Di Maio ci fa o ci è? Davvero pensa che la storia cominci con lui o al massimo con M5S? Pare di sì.

Quando qualcuno ha notato e fatto notare forse un eccesso di enfasi in quel stiamo scrivendo la storia, quando qualcuno ha cercato di misurare questa indubbia immodestia con il metro, guarda un po’, della storia, allora è accaduto quel piccolo episodio che però illumina e chiarisce.
Nel meraviglioso mondo del web è apparsa la domanda-constatazione: Di Maio dice io sono e faccio la Storia, neanche Alcide De Gasperi che pure un po’ di storia italiana la fece davvero, si sognò mai di auto celebrarsi così.

Solerte e vigile uno del popolo vero, uno del popolo che c’è, ha replicato: si vede che De Gasperi non veniva da 20 anni di malgoverno. Sì, proprio così: De Gasperi non veniva da 20 anni di malgoverno. Veniva solo da 20 anni di cui sei di guerra mondiale con decine di milioni di morti, con l’Europa devastata e in macerie e il resto di cosucce come il nazismo. Vuoi mettere queste sciocchezza con la legge Fornero o il Jobs Act?

Ecco, se così si sente il popolo, se questo è quel che il popolo sente, se  la concentrazione e sacralizzazione della propria “roba” nel popolo è tale per cui lo stipendio del parlamentare o del vicino di casa è il discrimine della civiltà e il poter andare in pensione un paio di anni dopo è peggio della seconda guerra mondiale…

Se questo è il popolo, se questa è la gente davvero occorre sempre, come da giaculatoria universale, ascoltare la gente?

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