L'Italia che c'è

Elezioni 2018, dialogo tra il Pessimista e l’Ottimista

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Due viandanti, uno è il Pessimista. Osserva, valuta, misura, giudica, elenca l’Italia che c’è e infine dice…
Io Pessimista dico che l’Italia va a votare come un ubriaco che imbocca contro mano un’autostrada. Il paese tutto, cioè i partiti, i giornali, la televisione, l’informazione, la cosiddetta classe dirigente, le arti, i mestieri e le professioni, la gente, la pubblica opinione, gli elettorati dell’uno e dell’altro e delle terre di mezzo. Tutti a imbroccare contro mano.
Io Pessimista dico che tutti infatti più o meno esigono che non si facciano governi o alleanze con gli altri, il nemico. Va a votare un paese che a grandissima maggioranza e sentimento e popolare volontà considera tradimento e inciucio l’alleanza dopo il voto tra reciprocamente “altri”. Un paese che ha schifo e orrore (o dice di averli) per intese e alleanze che peraltro avvista ovunque come nascoste e occulte. E’ lo stesso paese, lo stesso elettore, la stessa gente che ha votato con convinzione e perfino passione un referendum il cui esito (la legge elettorale proporzionale) ha reso obbligatorio un governo di alleanze tra reciprocamente “altri”. Un paese contro mano.
L’Ottimista ascolta, annuisce ma…
Io Ottimista dico che andrà, va contro mano, ma va. In fondo non è ancora andato a sbattere né contro un Tir né contro un’auto. E’ solo fuori corsia, non esser pessimista, va contro mano ma per ora tutto bene.
E io Pessimista allora ti dico che la forza politica e sociale percepita come la più innovativa e alternativa è la più coerentemente e profondamente anti moderna che nella storia d’Italia si sia coagulata dopo la faticosa accettazione della modernità da parte della Chiesa cattolica pre conciliare.
 Ti dico che M5S non è destra o sinistra o solo populismo. M5S che piace ed ha ormai egemonia culturale sul paese è figlio legittimo e diretto di una tradizione secolare, di un filone politici culturale che almeno dal 1789 soffre, maledice, scomunica, smonta, se può, la modernità. A partire dalla scienza fino ad arrivare alla democrazia delegata e parlamentare. Ti dico che il più nuovo e il più forte è nemico della modernità, cioè quella cosa da circa due secoli e mezzo dalle nostra parti ha ha coinciso con civiltà. magari M5S non lo sa…ma una lunga storia e illustri e noti antenati.
Io Ottimista mi limito a dirti che sarebbe meglio questa di M5S nemico della modernità non farla girare troppo. Magari non se ne accorgono neanche loro. E comunque chi l’ha detto che smontata la modernità..? Certo però che la stanno smontando davvero, ma almeno per ora…
Io Pessimista mi pregio informarti che in campo c’è un Polo delle…Bugie. All’elettore si racconta e l’elettore si fa raccontare che andrà di nuovo in pensione a 60 o poco più, che mille almeno al mese arrivano garantiti, pagati dallo Stato a chi non lavora o dichiara di non lavorare, che pagherà la metà delle tasse che paga (se le paga) e che spariranno gli immigrati fastidiosi e molesti (resteranno quelli buoni e mansueti)…
E ti dico che questo Polo delle Bugie è l’argine più credibile qui e oggi al  dilagare della anti modernità trionfante. Berlusconi era 24 anni fa un eversore del sistema, oggi è elemento, cardine per di più, della stabilità. Non è Berlusconi che è cambiato, sono stati la torsione e il bradisismo verso il basso della società a fare del ladro una guardia.
Io Ottimista mi sto un po’ stufando, stai cercando di dirmi siamo al peggio. Tipico del pessimista. Guarda che non incanti, so che stai tirando la volata alla predica sul voto utile…
Io Pessimista a tirar fuori il voto utile? Se intendi il Pd, caro ottimista, sai che ti dico? Ti dico che quel poco di riformismo che c’è stato ha generato grande reazione di rigetto. Anche perché a gestire quel po’ di riformismo una bel gruppo di presuntuosi oltre ogni limite, talvolta incapaci oltre ogni immaginazione.
Degli altri, di quelli che si dicono loro e solo loro la vera sinistra ti dico…non vorrei dirti nulla di loro. Salvo che la forza di gravità della politica e la grevità di alcune fondanti motivazioni della loro scelta li porteranno entrambe in orbita ancillare dell’anti modernità. Davvero una davvero collocazione e identità di sinistra.
Io Ottimista…
No, no: io Pessimista non ho mica finito. Ti dico che la destra reazionaria e anti democrazia parlamentarista (ovviamente debole e inefficiente, altrimenti che democrazia è?) ha colonizzato con le sue parole, valori, comportamenti qui e oggi il 20 per cento dell’elettorato. Tanto fa Lega di Salvini più Fratelli d’Italia e spicci.
Ti dico forse la peggio: la catena di alimentazione della democrazia si è fermata, forse spezzata, forse chissà, non va più. Più libertà, più diritti, più redditi, più welfare non producono più consenso.
O forse no, forse la peggio che ti dico è che mai visti tanti cittadini elettori insieme più ignoranti e pretenziosi (farsi un giro sui social). E mai vista un’informazione (sì giornali e televisioni) impegnarsi ed esaltarsi tanto a far da claque al cittadino elettore ignorante e pretenzioso.
Io Ottimista, una sola preghiera, concludi, si fa notte…
Concludo, concludo, ecco come concludo io Pessimista:ubriachi contro mano sul senso delle elezioni, egemonia socio culturale dell’anti modernità, Polo delle Bugie, riformismo pallido in mano a gente urticante, esordio ufficiale di una sinistra mai più progressista, illuminista e liberale, materiali per un nuovo fascismo liberamente circolanti come ingredienti in torte a più colori, ignoranza virtù civile e informazione populista che più non si può. Per cui io Pessimista dico: il peggio è qui, oggi.
E io Ottimista ti dico: ti sei dimenticato la catena di alimentazione della democrazia che non funziona più…Ubriachi sul senso delle elezioni, anti modernità dominante, Polo delle Bugie, riformismo pallido e gente urticante a gestirlo, pulsioni di fascismo altro che rigurgiti, orgoglio dell’incompetenza, qualche goccia di olio di ricino che già stilla dai social…Certo, ma non è poi così male.
Come non è poi così male, ti piace la situazione che c’è? Il Pessimista stupisce, quasi trasecola.
L’Ottimista lo guarda, guarda la situazione che c’è e sulla situazione che c’è dice: sono ottimista, spero e credo che possa rimanere così. Ottimismo oggi è non dire: vedrai domani…Lo vedrai domani, nel domani figlio dell’oggi, il vero peggio.

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