L'Italia che c'è

Il popolo, la velleità impune, ha il suo governo. La Le Pen in fregola per Roma scassa Europa

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Il popolo, la velleità impune. Non risponde di ciò che vota e di chi elegge…il popolo è sempre vittima. E’ il successore di certi re arbitrari e volubili, solo che ha milioni di teste ed è intoccabile, come gli antichi monarchi, dispotici e assoluti. L’ha scritto molto di recente un romanziere, un letterato, lo si legge nelle pagine di Berta Isla di Javier Marias. E’ la sintesi, il cuore, il dna ideologico del populismo contemporaneo che è cultura molto più vasta delle forze politiche oggi chiamate populiste.

Il popolo onnipotente e che ha sempre tutte le ragioni e nessuna responsabilità non è solo comandamento, atto di fede, propaganda in Italia di Lega o M5S. Sfogliate un qualsivoglia quotidiano, ascoltate un qualsiasi talk-show in tv, prestate orecchio agli stilemi e dogmi di qualsiasi riunione politica e misurate quanto è vasta e diffusa la religione del popolo sovrano assoluto. Assoluto, cioè sciolto da vincoli e limiti della praticabilità, plausibilità, realtà, democrazia perfino. Popolo, velleità impune appunto. Che ora ha in Italia il suo governo.

Governo perfino tenero nel suo giaculare che il popolo ha sempre ragione. Prendete questa perla nascosta del Contratto Governo M5S-Lega, si legge: “sostegno ad industria militare nella parte non bellica”. Industria militare…non bellica? Come scrivere sostegno a industria farmaceutica nella parte non medicinale o sostegno agli orologi nella parte che non segnano il tempo o sostegno all’acqua nella parte che non bagna.

Un totale non senso. Ma c’è il popolo convinto che difesa e sicurezza siano diritti acquisiti e gratis (come l’acqua?). C’è il popolo che non vuole spendere nulla in armamenti un po’ per pacifismo, molto per chi se ne frega di quel che accade ad un palmo dalla mia porta. E c’è un popolo che nelle aziende che fabbricano armi e sistemi d’arma ci lavora. Quindi ecco la meraviglia, il prodigio, la geniale invenzione dell’industria militare…non bellica!

Populismo che fa tenerezza perfino. Meno ne fa di tenerezza il Buco Nero dei miliardi inventati. Inventati i 50/60 per la flat tax, i circa 20 per il reddito di cittadinanza, gli otto subito e poi a crescere per rimandare la gente in pensione a 64/65 anni, i quasi tre per non fare la Tav, gli altrettanti per chiudere l’Ilva, i 5 per tagliare accise benzina…Inventati nel senso che per 100 e passa miliardi di spesa nel Contratto Programma ci sono 500 milioni (!) di entrate.

Un Buco Nero di bilancio che attrae, affascina, conquista, inghiotte consenso ed entusiasmo. Un Buco Nero che attrae, attrae, attrae il popolo appunto. E che quando sarà il momento inghiottirà anche liberà e sicurezza, il popolo se le venderà su qualsiasi bancarella a poco prezzo quando indicheranno la vendita come sola strada per dar corpo mistico e forma concreta (moneta italica sovrana) ai miliardi inventati.

Il governo del popolo a Roma che Marine Le Pen saluta da Parigi come quello che le “mozza il fiato” di gioia stupefatta per le “prospettive sbalorditive che apre”. Governo di Roma che, dice la Le Pen, aprirà la strada al ritorno alle Nazioni e alla fine della Ue “prigione dei popoli”. La Le Pen ha capito e battezzato il senso, la natura e la missione del governo del popolo a Roma: la velleità impune scassa Europa.

Qualcuno che si dice e si sente a sinistra voleva anche partecipare, in nome, ovviamente, dell’ascolto di popolo.