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Luca Traini, è stata dura ma ce l’abbiamo fatta. Con l’aiuto degli scafisti del Razzifascismo

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Luca Traini, è stata dura ma ce l’abbiamo fatta. Ce l’abbiamo fatta a sparare al negro in strada, al negro che capita. Sparare al negro perché è negro. Non è stato facile, ci abbiamo messo del tempo.
Ci è toccato passare dalla fase i negri puzzano. Poi per la fase i negri rubano. Quindi con impegno siamo giunti a buon punto: i negri stuprano. Infine la fase matura: i negri mica sono umani proprio come noi. E finalmente ce l’abbiamo fatta a vedere realizzata una caccia al negro. Sparare in strada al negro che capita perché se è negro è immondizia umana e i veri uomini fanno dell’immondizia pulizia. L’avevamo visto solo al cinema e invece l’Alabama e Mississipi Burning ce l’abbiamo fatta a vederli dal vero.
Luca Traini, quello che prende l’arma e gira nell’auto a caccia di negri da sparare: un po’ di Alabama a Macerata. Ma ce l’abbiamo fatta a fare di più, molto di più. Ce l’abbiamo fatta ad avere l’Alabama dentro, ad essere Alabama dentro.
Ce l’abbiamo fatta, tutti insieme, ciascuno un po’. Ecco infatti Traini che spara ai negri presentato praticamente da tutti noi e a tutti noi come il matto. Matto e quindi responsabile di nulla. L’avvocato lo vuole incapace di intendere al momento dei fatti. Incapace di intendere uno che si fa un paio d’ore di caccia al negro, spara una trentina di colpi, colpisce sei bersagli umani scuri. Lungo raptus…
Ma il matto è poco, abbiamo fatto di meglio. Luca Traini, l’innamorato. Così viene venduto alla stampa da una voce leghista locale. E la stampa ci sta. L’informazione ha l’acquolina in bocca all’idea di Luca Traini fidanzato-innamorato-folle di dolore-vendicatore. Innamorato della martoriata Pamela Mastropietro. Quindi vendicatore in qualche modo autorizzato. Ce l’abbiamo quasi fatta per l’angelicazione del fascista ammazza negri.
E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta: Luca Traini obeso da piccolo e quindi…La mamma, le meravigliose mamme italiane: “Un bravo figlio”.
Ci son voluti anni, non è stata cosa da poco. Anni di descolarizzazione del giornalismo e dei giornalisti. Anni di ablazione di ogni oncia di etica della responsabilità per arrivare a comunicare l’ipotesi dei “riti voodoo” sul corpo di Pamela. La verifica? Voodoo, roba da negri…può essere. Ci sono voluti anni ma finalmente l’informazione pop fa il suo lavoro: copre e giustifica d’istinto prima ancora che di ragione chi fa pulizia dell’immondizia umana. E, da brava informazione pop, mobilita il consenso agli spazzini.
Ci son voluti anni di fatica. Ma finalmente ce l’abbiamo fatta a stabilire principio di libertà. Libertà di dire che i negri sono sub umani. Migliaia di ore di televisione. Si può dire ormai. Non solo sui social che traboccano di consenso per Traini (“dovevi solo mirare meglio”). Lo si può dire in pubblico tra vasti cenni di assenso di popolo.
Si può dire alla tv: “Non si spara così, si rischia di colpire qualcuno”. L’arguzia consiste nel dire così che i negri non sono qualcuno. Ce l’abbiamo fatta ad elaborare una coscienza popolare condivisa verso i negri.
Ci son voluti anni e sforzi per stabilire che se un politico dei suoi avversari alleati e protettori di sub umani dice che son sub umani anche loro, allora è l’uomo giusto e la star dei talk-show (democratici, per carità) dopo apposito lancio nelle spazio Tg.
Ci son voluti anni e sforzi per ottenere che la terra e il sangue rimischiati in razza siano una “opinione”. Opinione alla pari e in par condicio con i diritti universali dell’uomo.
Che gran lavoro, anni in difesa, anni a schermarsi dicendo che era folklore quando si portavano maiali a pisciare su terreni in odor di musulmano. Anni a schermarsi dicendo che erano “battute” quelle sui sedili da disinfettare dopo che ci si era seduta…una scimmia.
Eppure ce l’abbiamo fatta. Grande il progresso da quando si era obbligati a dire che era una “goliardata” se uno diceva che gli faceva schifo il negro  a oggi, al linguaggio finalmente franco e libero delle cronache intorno a Luca Traini.
Eccone una a caso, da un Tg, dal Tg più politico che c’è. “Matteo Salvini ha preso le distanze…ha detto l’invasione causa scontro sociale”. Preso le distanze??? Nella testa del cronista (politico!!!) cosa non risulta chiaro nella parola giustificare? Preso le distanze…il cronista vuol segnalare che Salvini non ha candidato subito Traini? Prendere le distanze è secondo il cronista collocare Traini in uno “scontro sociale” tra “invasori e invasi”?
Anni di fatica ma ormai ce l’abbiamo fatta: la povera mamma della povera Pamela, anzi tutta la famiglia, nelle prime ore si fanno trovare tutti impreparati alla bisogna mediatica. Dopo poche ore dicono cose del tipo: “Pamela se fosse viva avrebbe avuto orrore di questo odio che condanniamo fermamente”. Si spedisce quindi altra e robusta vis mediatica a far finalmente loro dire: “Non siamo d’accordo ma capiamo chi ha sparato”.
Ce l’abbiamo fatta a comunicare che la gente “capisce”, capisce quel che ci fa brava gente razzista. Ce l’abbiamo fatta a capire chi ha sparato ai negri perché negri. Infatti il giorno dopo il più moderato in giro cerca di riportare la calma con il praticabile: “Ne cacceremo 600 mila”.
E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta. Una mano robusta, ma solo una mano, ce l’hanno data quelli dell’accogliamo tutti, leviamo il crocefisso dalle scuole, quelli del non ci sono numeri o valori da controllare e difendere.
Quelli che non è vero che sono criminali, anzi nessuno di loro lo sarebbe, basterebbe accoglierli e assisterli, tutti. Quelli dell’angelicazione dell’immigrato, specie se venuto su barcone, angelo venuto a democrazia buona mostrare all’Occidente maligno. Quelli del sbarcateli tutti e poi più o meno chi se ne frega.
Quelli che importano razzismo, autentici scafisti del razzifascismo. Quelli che a Macerata vanno in corteo e al microfono per dire che “Minniti è ideologicamente corrotto e colluso” e per dire che “Traini ne ha feriti sei ma Minniti ne fa morire migliaia”. Quelli alla Gino Strada per cui il nemico principale non è mai…metti stavolta Salvini o Forza Nuova. No, solo e sempre lotta, morte e distruzione al Pd, a Minniti, a Renzi.
Quelli, migliaia, decine, centinaia di migliaia che come sempre il nemico da abbattere è il socialista, la social democrazia. Tra queste centinaia di migliaia ce ne sono centinaia che hanno letto libri di storia dove è chiaro e netto il ruolo allora di quelli che oggi sono gli scafisti del razzifascismo. Lo sanno quel che fanno.
Una mano anch’essa robusta ce l’ha data l’incapacità di far rispettare agli immigrati regole e leggi. Incapace lo Stato tutto, le sue leggi, i suoi uomini. Ma in fondo lo Stato tutto in Italia è responsabile fino al punto che lo volontà popolare responsabile lo vuole: se lo Stato lo costruisci a misura sia garantita la massima indulgenza a chi non rispetta regole e leggi, se lo Stato lo vuoi tollerante o inerte per te stesso inteso come società, allora diventa poi improbabile questo stesso Stato si faccia veloce ed efficace verso gli “altri”.
Non c’è bisogno di arrivare agli spacciatori e probabilmente assassini nigeriani e ai racket di criminalità in mano ad immigrati e formati su base etnica. Se è normale che due aziende su tre ospitino in Italia lavoro nero (così risulta ai controlli) diventa normale anche che il commercio ambulante, clandestino e contiguo alla microcriminalità si prenda strade, piazze, città.
Ci hanno dato una mano, ma il più l’abbiamo fatto da soli. e ne vediamo finalmente i frutti: matto, innamorato, bravo figlio, incapace di intendere, coinvolto in scontro sociale, comunque un uomo da capire, che si può capire. In fondo quei tre negri hanno fatto scempio di una ragazza italiana.
Ce l’abbiamo fatta a capire uno che pensa e agisce da terrorista.
Già, perché quando un soldato Isis pensa che gli occidentali impuri insozzano il mondo e sua missione morale sia pulire il mondo da questa immondizia, pensa come Traini e come quelli che, in fondo, lo capiscono.
E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatto a inscrivere il fascismo nella Costituzione materiale del paese, a dare par condicio all’opinione della razza molesta e nociva. Ce l’abbiamo fatta talmente…al punto che gran parte della gente e pubblica opinione è con noi.
Luca Traini, Macerata e soprattutto i giorni dopo in tv, al bar sui social, in campagna elettorale, nelle cronache, nelle teste: un piccolo passo, tutto italiano, nella grande lotta contro la razza umana.

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