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Segretario Pd dica qualcosa su surrogata e sex work

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A Nicola Zingaretti, appena eletto Segretario del Pd, chiedo se nel suo discorso d’insediamento, dirà qualcosa di chiaro e netto sulla pratica della maternità surrogata e sull’idea di far diventare la prostituzione, un lavoro come un altro.

Il tuo Pd, come hai affermato durante la campagna congressuale, si pone come il Partito della Nazione attento ai valori umani. Ecco perché ritengo che sulle due questioni non puoi più continuare a tacere, tanto più dopo le due sentenze della Corte Costituzionale: la prima nel dicembre 2017 che considera “la pratica della maternità surrogata, un’offesa intollerabile alla donna” e la seconda il 5 marzo scorso sulla “conformità costituzionale della legge Merlin sulla prostituzione”.

Caro Zingaretti, guardando al Pd sulle due questioni, sembra d’essere di fronte a un paradosso: un bisogno forte di politica contro le nuove forme del liberismo che spingono sempre più per una mercificazione del corpo della donna e della vita delle/dei bambine/i e il suo impaccio, per il quieto vivere interno, a prendere la sfida di petto. Ed è paradossale che proprio quando l’internazionalizzazione dei mercati assume caratteri così pervasivi e inediti nella riproduzione umana e nei rapporti tra Paesi e Popoli uguali, il Pd appare incerto e in alcune sue parti anche consenzienti.

Un impaccio che ormai stride enormemente con la tua attenzione ai valori della Sinistra e del Cattolicesimo democratico.

Quello dell’indisponibilità del corpo umano è uno dei grandi valori dell’umanesimo europeo alla base della stessa costruzione dell’Europa unita che nel nuovo mondo globalizzato può contribuire a dare un senso nuovo non soltanto alla vita individuale degli esseri umani, ma anche al loro destino collettivo.

Rompi il silenzio Nicola, perché il destino della giovane libertà femminile non è certo quello di passare dal patriarcato al mercato in nome della libertà, ma quello di evitare nuove forme di sfruttamento e schiavizzazione delle donne in nome della loro libertà.

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