Riforma della PA

Autonomia ai municipi per risolvere vecchi problemi: un esperimento

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Le recenti elezioni nel III e VIII Municipio di Roma hanno confermato che l’aspirazione collettiva più evidente, posta alla politica, è quella di normalità, di qualità della vita quotidiana ordinata e scorrevole. Problemi di sempre cui i Municipi, da sempre, non riescono a rispondere. Si deve ormai riconoscere che per la loro soluzione non basta eliminare la burocrazia; ma servono adeguate capacità di programmazione e investimento.

Infatti l’azione politica dei Municipi trova spesso dei limiti strutturali nelle deleghe ristrettissime di cui godono, e rischia di orientarsi su iniziative inattuabili semplicemente perché fuori dai loro poteri e quindi prive di strumenti. Casa e housing sociale, mobilità, rifiuti, manutenzioni, opere incompiute, scuola – lavoro, non sono competenze del Municipio! E non sembra opportuno esercitarsi in una lista di obiettivi inattuabili. Sembra altrettanto sfiancante e ingiusto che in questi giorni III e VIII Municipio investano, con segnalazioni e richiami, AMA e Assessorati Comunali al fine di far svolgere con correttezza un contratto di servizio di cui sono controllori.

Diviene sempre più evidente che sia necessario ripensare per intero le forme di autonomia dei Municipi, rielaborando i poteri secondo un diverso stile che li faccia divenire una istituzione utile ed efficace.

In tal senso è stato svolta una prima ricognizione (link ai materiali) per definire la dimensione e il peso della mancata autonomia e cominciare ad individuare le deleghe che possono essere immediatamente conferite, in quanto contenibili in una revisione del Regolamento del Decentramento. Si profila un ampio campo di possibilità di cui i materiali danno conto. Sono evidenti le possibili ricadute anche sull’organizzazione Comunale, come per esempio il bilancio o la struttura e le competenze dei Dipartimenti, ma tutte amministrabili tramite lo Statuto, con procedimenti nei poteri del solo Comune.

Esattamente dopo questo primo passaggio, diviene evidente la necessità di una attuazione completa dell’art. 28 e 31 dello Statuto della città Metropolitana di Roma Capitale in cui si afferma che vanno costituite le zone omogenee con autonomia amministrativa. E non solo per un efficace servizio alla popolazione, ma anche perché nel 2021 l’autonomia del Municipi con i poteri dei Comuni sarà una precondizione imprescindibile per l’elezione diretta del Sindaco metropolitano. In questo senso i materiali (link ai materiali) cercano di illustrare per alcuni settori i possibili vantaggi ai cittadini derivanti dalla delega completa ai Municipi di alcune funzioni chiave, i cui contorni amministrativi dovranno essere definiti nella revisione dello Statuto di Roma Capitale ed in quello della Città Metropolitana.

Questo riordino dei poteri potrà finalmente liberare meglio le funzioni di Roma Capitale d’Italia, da tempo delegate, e consentire di amministrare i progetti di rilevanza urbana e quelli in coordinamento con la città metropolitana, rendendo possibile valutare l’eliminazione del livello istituzionale del Comune, divenuto inutile.

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