RIFORMISMO COSTITUZIONALE

Chiarire politica europea ed estera del nuovo governo.

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Le consultazioni del capo dello Stato per la formazione di un nuovo governo sono al secondo giro e la crisi siriana incombe. Nonostante i venti di guerra il quadro per la composizione del governo è comunque ancora incerto. I due vincitori più che prestare attenzione al preoccupante quadro internazionale sembrano interessati a occupare tutti gli spazi in Parlamento, compresi quelli riservati all’opposizione.

I due vincitori delle elezioni, M5S e Lega, fanno finta di non capire che in assenza di numeri certi per governare, più che pensare a spartirsi il potere, devono dedicarsi alla costruzione di una maggioranza per garantire stabilità e coerenza dei programmi con le emergenze nazionali e le esigenze europee e internazionali. Coerenza di cui c’è urgente bisogno nel Paese tenuto conto anche della crisi siriana.

Oggi, come richiesto anche dal Presidente della Repubblica, è essenziale per M5S e Lega dare garanzie serie sulla politica europea ed estera del Paese perche è a questo livello che si gioca una partita importante del nostro futuro. Ricordiamo a tal proposito le simpatie di Matteo Salvini per la Russia putiniana e che solo recentemente Di Maio ha assunto una posizione più responsabile verso la tradizionale politica europea ed estera dell’Italia.

Inoltre vale la pena ricordare anche che al Parlamento europeo i rappresentanti del M5S e della Lega siedono tra i gruppi degli euroscettici e degli anti-europeisti. Una situazione questa non certo rassicurante. Ecco perché è importante che le forze politiche che si candidano al governo del Paese chiariscano quali sono le priorità e gli interessi che intendono portare nello scenario europeo e internazionale.

Una tale domanda serve a rendere più consapevoli i vincitori dell’importanza di un approccio equilibrato sull’appartenenza dell’Italia all’Unione europea e all’alleanza Atlantica. L’Italia è un Paese di frontiera con il Mediterraneo direttamente esposto con le crisi del Medio Oriente e con le pressioni migratorie provenienti in buona parte dall’Africa. Fondamentalismo, terrorismo e proliferazione nucleare sono una minaccia per tutti e per l’Italia una minaccia alle sue porte.

La forte dipendenza energetica dell’Italia impone inoltre lo sviluppo di politiche di vicinato non solo verso la Russia ma anche verso i Paesi produttori del Mediterraneo. Siamo anche un Paese che ha bisogno di guardare con maggiore attenzione al peso politico ed economico delle nuove grandi potenze emergenti per consolidare l’economia nazionale sui mercati globali e accrescere il peso internazionale del Paese.

Infine l’Italia deve contribuire, insieme agli altri grandi Paesi avanzati, a migliorare la gestione dei grandi squilibri globali dalla lotta alla povertà, alle questioni ambientali e dello sviluppo equo, ai diritti umani e alla violenza sulle donne.

E’ indubbio che l’Italia dentro all’Unione europea riuscirà a rispondere a tutte queste sfide solo se non si chiuderà all’interno ma se riuscirà a mantenere la sua proiezione esterna e a competere sul piano globale. Ciò richiede un protagonismo europeo e una politica estera largamente condivisa perché nella sua impostazione interessi generali e valori si combinano strettamente.

Il tema allora è quello di chiarire quali sono le coordinate internazionali tra cui intendono muoversi M5S e Lega che ambiscono al governo del Paese. Anche perché, sovranisti o no, quando si hanno responsabilità di governo, che è innanzitutto l’espressione dell’interesse generale nazionale, bisogna comunque fare i conti con un mondo sempre più interdipendente e con un quadro europeo con regole e politiche comuni. E dato il debito che abbiamo, le regole sono ancora più stringenti di quelli degli altri.

Chiarire quindi le proprie scelte di politica europea ed estera diventa una condizione chiave per la formazione del nuovo governo. Non si tratta di un piccolo dettaglio da mettere in  un codicillo a un  “contratto condominiale” ma di un patrimonio nazionale che è stato elaborato e condiviso nel corso degli anni.

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