RIFORMISMO COSTITUZIONALE

Formello: ci parla di Roma.

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Formello, da borgo rurale dimenticato dalla storia, a partire dagli anni ’70 si sviluppa come un insieme di quartieri residenziali in stretto legame con Roma.

L’avvio viene dato dal Presidente della Repubblica dell’epoca, Giovanni Leone, che fa costruire come propria residenza privata, una grande villa nella zona delle Rughe. Lo stato di avanzamento della costruzione della villa del Presidente Leone procede di pari passo con la costruzione della superstrada Cassia Veientana (Cassia bis), che collega direttamente l’area delle Rughe al grande raccordo della Capitale.

Da quel momento, un paesino che fino al 1954 (anno della riforma agraria) costituiva poco più di un borgo semifeudale dei Chigi, inizia a svilupparsi con progressione costante. Anche in virtù di una abbondante offerta di aree agricole e costi di costruzione relativamente bassi utilizzando manodopera locale, Formello diventa un cantiere permanente di ville, spesso residenze di prestigio utilizzate come seconda casa per famiglie di livello medio-alto. Arrivano anche giovani famiglie con bambini che sfuggono ai disagi della metropoli e desiderano spazio e tranquillità. Molti intellettuali ed artisti, giornalisti, scrittori, vengono attratti dalla quiete e dalla bellezza delle colline formellesi. Tanti stranieri, che nei loro paesi di origine hanno la consuetudine di vivere nelle città satelliti delle grandi metropoli, scelgono Formello.

Per quanto disordinato e speculativo questo sviluppo edilizio promuove comunque un miglioramento del benessere della popolazione locale ed una generale evoluzione sociale e culturale dei contadini e braccianti agricoli che costituivano in larga misura il nucleo iniziale della popolazione locale.

Questa fase dello sviluppo edilizio si conclude nei primi anni ’90 quando, per l’intervento della Magistratura, emerge in tutta la sua gravità la “tangentopoli formellese”. La scure della giustizia si abbatte  su tutti gli amministratori locali del decennio precedente, senza distinzione di colore politico.

Il consiglio comunale, travolto dal suono delle manette, viene sciolto. Con le elezioni comunali del 1993 emerge un nuovo gruppo di amministratori locali, più giovani e più capaci, destinati a guidare il paese con continuità per oltre 24 anni, con i sindaci Maria Rita Bonafede, Giacomo Sandri, e Sergio Celestino.

A partire dal 1993 si mette mano a fare un po’ d’ordine nell’amministrazione ed a riparare ai guasti territoriali e morali che il precedente sviluppo disordinato aveva provocato.

Si provvede in primo luogo alla realizzazione delle infrastrutture primarie e secondarie del tutto carenti nel paese: fognature, acquedotti, strade, piazze, parcheggi, scuole, attrezzature sportive, ed altro. Con l’approvazione del “piano regolatore generale” del 2001, si perviene finalmente ad uno sviluppo pianificato ed organico del territorio.

Oltre all’edilizia residenziale, si sviluppano le attività sociali, culturali, scolastiche, museali e sportive, si attrezzano gli spazi verdi, ed una vasta area (Olmetti) viene destinata ad insediamenti industriali e commerciali.

Altre iniziative delle amministrazioni comunali sono destinate alla valorizzazione dell’ampia area del Parco di Veio ed al percorso della via Francigena che l’attraversa.

Un progetto di ampio respiro, predisposto dall’ultima giunta di sinistra,  riguarda l’insediamento di una scuola per la formazione tecnica nel settore degli audiovisivi e della comunicazione di massa. Questa scuola avrebbe la sua sede nel Palazzo Chigi, recentemente restaurato, e potrebbe godere di un naturale collegamento con il Distretto Regionale dell’Audiovisivo della zona industriale degli Olmetti. Tra le varie aziende di questo distretto, occorre ricordare in particolare i teatri di posa per la produzione di fiction e spot televisivi, unici nel Lazio, oltre quelli di Roma destinati prevalentemente al cinema.

Quando si affrontano problemi come questo della scuola per l’audiovisivo, emerge chiaramente l’esigenza di una sede di programmazione e pianificazione del territorio su scala più ampia. In particolare, tre sono le direttrici su cui si dovrebbe operare con maggiore impegno ed urgenza: mobilità, sanità, scuole.

Per questo aspetto, sono abbastanza evidenti le responsabilità della Sindaca Raggi, che presiede per legge l’Area metropolitana. Nei rarissimi incontri con i Sindaci dell’Area ha mostrato scarso o nullo interesse per le esigenze dell’ampio territorio provinciale coinvolto.

(Ermenegildo Francavilla, Vittorio Albergamo)

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