Riformismo Costituzionale

La Chiesa di Papa Francesco non Piace ai Ricchi.

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1.Innanzitutto una brevissima precisazione: è un semplice modo di dire, il mio. La Chiesa non è “di Francesco o di Giovanni”. Essa è Chiesa di sempre. Però è vero che ogni pontificato ha delle opzioni umane che connotano in particolare certe scelte. Quella di papa Francesco è connotabile come “opzione preferenziale per i poveri”, non solo come misericordia “sociale”, ma come orientamento pastorale che indica in precise strutture negative la necessità di superarle, di rovesciarle. Ecco perché, io ritengo, che quella opposizione che c’è a Bergoglio, dentro e fuori la Chiesa, sorga per motivi economici e non per questioni di tipo religioso. Ovviamente ci sono dissensi solamente di tipo religioso ma sono di pochi, illusi, personaggi ecclesiastici che, pur in perfetta buona fede, sognano il ritorno ad una”cristianità”scomparsa da oramai più di cinquant’anni e che per altro non è augurabile.

2.Dunque papa Francesco non piace a chi ha in testa il ‘sacro’ principio della proprietà privata, i ’valori assoluti’ delle multinazionali, la considerazione che oltre il profitto ci sia solo il nulla. Il nulla sono proprio loro i liberisti senza regole. Le drammatiche disuguaglianze economiche, ancor di più cresciute, in termini relativi ed in concreti grandi spazi mondiali (mentre i liberisti fanatici operano solo su dati in assoluto), fanno capire che, oramai addentrandoci in fasi mature dell’automazione nel terzo millennio, i fallimenti storici sono due non uno solo: falliscono tutti e due, sia il comunismo reale sia il liberismo reale. Non uno a zero, ma uno a uno. Pareggio drammatico. E questo i fanatici dell’economia di mercato senza regole non possono accettarlo. Ma è la verità. Papa Francesco la grida sopra i tetti con la sua opzione di primato del pastorale-sociale sull’aspetto dottrinale. Perché è un pontificato che viene dopo due grandi pontificati di tipo dottrinale-sociale che hanno sistematizzato in modo profondo i livelli della Dottrina con la morale e con le dinamiche sociali. Con Francesco si passa ad un’opzione di primato dell’economico-sociale rispetto all’educativo che ritornerà a primeggiare, ma non in questa fase di anni pesanti per le realtà degli strati emarginati e dei poveri nel mondo.

3.Nella presente fase ecclesiale, poi, rispunta un importante nodo che si è presentato diverse volte nelle svolte storiche della Chiesa. E cioè: come i cristiani devono vivere in una società completamente post-cristiana come la nostra? E’ quello che nel dibattito, molto acceso negli USA, ma anche oramai in Europa, si chiama”Opzione s.Benedetto”.

Vale a dire che c’è una componente culturale di cristiani  che vedendo la quasi completa”sordità”della stragrande maggioranza della popolazione ai temi educativi, pensa che ci si debba”ritirare”non tanto fuori dalle realtà metropolitane, ma elevando forti e rocciose identità religiose, dando per scontato la ultra-forza della cosiddetta cultura senza-valori o del narcisismo.

Altri cristiani, non solo scorgono ampie”crepe”in questo, per ora, vincente pensiero debole su scala internazionale, ma scelgono di stare dentro i processi sociali e lì dentro, senza grandi “muri” psicologici, condurre delle testimonianze, con mezzi poveri, di vita evangelica in grado, quasi da sé sola, di “parlare” alle persone, nei mutamenti e nelle andate in crisi che ci sono. In oltre è necessario, sempre più, testimoniare con ‘vite comunitarie’ ed ecclesiali trasparenti, per quel che possibile, destrutturare quelle istituzioni centrali e periferiche della Chiesa troppo ricche e che danno scandalo ai piccoli………..

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