RIFORMISMO COSTITUZIONALE

Verso una Costituente europea?

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Un’idea di Renzi e l’azione della Mogherini aprono possibili nuovi scenari nella direzione di una Federazione Europea unita da una Costituzione sovranazionale comune.

 

Da osservatori attenti delle dinamiche che si vanno delineando in Europa, dobbiamo evidenziare due notizie che potrebbero rivelarsi foriere di grandi cambiamenti per il passaggio da un’UE economica ad una politica, che è l’obiettivo dei progressisti dal Manifesto di Ventotene ad oggi.

1) Sandro Gozi, sottosegretario agli Affari Europei organizza l’incontro avvenuto il 21 novembre all’Eliseo tra Renzi e Macron, nel quale, tra i vari temi, è stata discussa la possibilità di creare una lista sovranazionale a partire dalle elezioni previste per il 2019 per sostituire i 73 seggi all’Europarlamento liberati dalla brexit.

2) Il 13 novembre 23 nazioni sulle 28 dell’UE formalizzano a Federica Mogherini la richiesta di partecipare alla PeSCo ( Cooperazione Strutturata Permanente sulla Difesa). Una richiesta solo in apparenza formale, ma di quelle che possono avere un’enorme portata sul futuro dell’UE.

Le due notizie, se coniugate tra loro, prefigurano uno scenario europeo che si avvia decisamente al passaggio da un’unione economica ad una politica, che in quanto tale si deve necessariamente porre, prima o poi, nella direzione di una Costituente in grado di darci una Costituzione Europea sovranazionale, che rappresenterebbe il vero cambiamento epocale.

” Le liste transnazionali sono il primo passo per creare veri partiti europei e mandare a Strasburgo rappresentanti dei partiti europei e non delegati dei partiti nazionali. Adesso le famiglie europee, dal Pse al Ppe e via via tutti gli altri, sono solo un insieme disomogeneo di partiti nazionali. E’ anche per questo che l’Europa non va. Le liste transnazionali invece li costringeranno a omogeneizzarsi sui contenuti”, sostiene Gozi. ” Vogliamo raddoppiare il potere di scelta dell’elettore. Due schede: una su cui scegliere il rappresentante nazionale, l’altra transnazionale su cui scegliere la famiglia europea”.

Si tratta dell’embrione del nuovo, ma la strada è irta di ostacoli legati ad un panorama di posizioni estremamente frastagliate. Dal Pse che oggi si dichiara contrario all’ipotesi, a Tsipras che invece è favorevole, all’Spd di Schulz imbrigliato nelle questioni nazionali.

Ma non può essere la complessità del quadro del socialismo europeo a frapporsi ad un processo di unificazione politica dell’UE.

Perché questo avvenga non bastano le grandi intuizioni che possono cambiare la storia. Ci vuole un supporto popolare in grado di spingere i partiti progressisti in questa direzione.

Questo il compito di chi voglia rimettere in discussione il nostro mancato referendum costituzionale, cosa oggi possibile solo attraverso il suo superamento.

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