Roma Capitale

Anche a Roma un Competence Center per Industria 4.0

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Nonostante il Governo Salvini-Di Maio non si interessi molto dello sviluppo produttivo e dell’occupazione, continuano a produrre effetti positivi alcune politiche per l’innovazione avviate dai precedenti Governi Renzi e Gentiloni.

In Particolare  il Piano Industria 4.0, lanciato a settembre 2016 dal Ministro Calenda, ha visto in questi giorni il consolidamento di 8 Competence Center nel nostro paese.

Il D.M. 12 settembre 2017, n. 214 aveva definito organizzazione e compiti dei Competence Center, che devono essere “Centri di competenza ad alta specializzazione” e devono essere costituiti secondo il modello di partenariato pubblico-privato da almeno un organismo di ricerca e da una o più imprese.

I Competence Centersi stanno avviando a Roma, Torino, Milano, Bologna, Pisa, Padova, Napoli, Genova.

Come è illustrato nel Decreto, il loro scopo è quello di :

  • orientamento alle imprese nel  valutare il  loro  livello  di  maturità digitale  e tecnologica;
  • formazione alle imprese, al fine di promuovere e diffondere le competenze in ambito Industria 4.0 mediante attività di  formazione in  aula, sulla  linea  produttiva  e   su   applicazioni   reali;
  • attuazione di progetti di innovazione, ricercaindustriale  e sviluppo sperimentale, proposti dalle imprese,  compresi  quelli  di natura collaborativa  tra  le  stesse,  e fornitura  di  servizi  di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0,  anche  attraverso azioni di stimolo alla domanda di innovazione da parte delle imprese.

Il Competence Center di Roma è denominato Cyber 4.0,  vede come capofila l’Università La Sapienza e coinvolge altre strutture come Università di Tor Vergata, Università Roma 3, LUISS, Università della Tuscia, Università di Cassino, Università de L’Aquila, CNR, INAIL, ISS.     A questo Competence Center partecipano anche 37 aziende partner, come Acrm Net, Agfa, Aizoon Group, Arpex Environment Trentino,  Bioc Check Up, Bioscence Genomics, BV Tech, Cy4gate, Fondazione Amaldi, Fondazione Formit, Fondazione ICSA, Gruppo Daman, ISAM, IAM, INTECS Solutions, Land, Lazio Connect, Leonardo, Mashfrog, Mediaservice.net, Mediavoice, Netcom Group, NSR, Obiectivo Technology,  Poste Italiane, PRISMA, Radio6ense, Rdslab, SDN, Selta, SFC, Sogei, Technocenter, Tecnorad, Telespazio, Thales.

Secondo il Prorettore dell’Università La Sapienza “I costi esposti sono nel complesso di 15 milioni di euro e sempre in termini economici abbiamo ipotizzato 9 milioni di euro per le attività di orientamento e formazione e 6 milioni per attività progettuali specifiche. Oltre a questo ci sono i finanziamenti da parte dei partner, conferiti in parte in fondi e in parte in tecnologie che servono per garantire una rapida operatività”.

Con questo progetto ci si pone l’obiettivo di diventare “punto di riferimento italiano per la cyber security, in concorrenza con le più importanti realtà europee”.

La scelta di orientare il Competence Center di Roma sulla cyber-sicurezza deriva anche dal fatto che il nostro paese  è oggi all’ottavo posto tra i paesi più attaccati dalla pirateria informatica,  con danni economici che, secondo il rapporto Eurispes 2017, raggiungono i 10 miliardi all’anno e con pesanti danni sociali per un uso illecito dei dati trafugati.

Il progetto Cyber 4.0 coinvolgerà almeno 150 persone tra  ricercatori, docenti, manager aziendali e si articolerà in tre settori specifici, legati alle competenze e alle strutture presenti, settori che sono :

  • Lo Spazio,con le tematiche sulla sicurezza delle comunicazioni satellitari;
  • L’Automotive, con le tematiche sulla sicurezza applicate alle nuove tecnologie dei veicoli a controllo digitale;
  • La E-health, con le tematiche sulla sicurezza applicate alla telemedicina eal fascicolo telematico del paziente.

E’ importante valorizzare e pubblicizzare queste scelte  perché ogni progetto riformatore, che voglia far uscire Roma dalla paralisi delle non scelte grilline, non può prescindere dal ruolo che i settori avanzati oggi rappresentanoper un rilancio del ruolo produttivo e di innovazione che la Capitale del paese può e deve rappresentare.

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