ROMA CAPITALE

Aziende in fuga: anche Esso e Opel lasciano Roma

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Apprendiamo da notizie di stampa uscite negli ultimi giorni che anche gli uffici direzionali della Esso con 250 dipendenti si trasferiranno presto in Liguria e quelli della Opel con 140 dipendenti a Milano.

Questa fuga si aggiunge all’esodo di altre aziende dell’informazione, come Sky e Mediaset, al licenziamento di oltre 1600 dipendenti dei call center Almaviva e alla scomparsa di migliaia di industrie dalla capitale.

La Camera di Commercio di Roma ha pubblicato in questi giorni un’analisi sul tessuto industriale romano nel periodo 2010-2018, da cui risulta che sono fallite o fuggite 2.445 imprese. Questa scomparsa ha interessato circa il 10% delle 24.500 aziende produttive tuttora presenti sul territorio romano.

Dal prospetto illustrato appare come siano state colpite soprattutto le imprese manifatturiere che operano nei settori del legno del metallo e della stampa.

La contraddizione più evidente sta nel fatto che in questi otto anni il numero delle imprese a Roma è aumentato del 13%, dimostrando da un lato una vitalità economica del tessuto cittadino, ma rivelando dall’altro un indebolimento del settore manifatturiero ed un incremento di microimprese nel settore terziario, fondate spesso su un’occupazione precaria e di lavori atipici (pizzerie, frutterie, ambulanti, affittacamere, food-rider).

Questa trasformazione era stata sottolineata anche nel documento presentato dal Ministro Calenda con l’obiettivo di favorire un nuovo sviluppo del tessuto produttivo romano, progetto lasciato cadere dalla sindaca Raggi per l’incapacità di avanzare proposte concrete al di sopra degli slogan.

La fuga della Esso, che molti anni fa aveva deciso di collocare la sua direzione amministrativa italiana nel moderno palazzo della Magliana, rappresenta un fatto emblematico per il futuro del quadrante Magliana -Fiumicino. Quel quadrante era infatti destinato a diventare un polo direzionale di eccellenza, in cui la Nuova Fiera di Roma, il polo direzionale di Alitalia e insediamenti produttivi lungo la Roma-Fiumicino avrebbero rappresentato i nuovi motori di investimento per lo sviluppo produttivo dell’intera zona.

La situazione odierna che vede convergere insieme la crisi Alitalia, la pesante situazione finanziaria della Fiera di Roma e i limitati insediamenti produttivi lungo l’autostrada, sta portando al fallimento di quel progetto direzionale, di cui la fuga della Esso rappresenta un tassello da non sottovalutare.

L'Italia Che Verrà

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