Roma Capitale

La Sindaca e la scala mobile

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A Roma le scale mobili della metropolitana cadono una dopo l’altra come tessere del domino. Dopo la chiusura della stazione di Repubblica della linea A, si sono rotte, nell’arco di pochi giorni, le scale mobili delle stazioni di Barberini e di Spagna. Con un meraviglioso gioco di simmetrie le stazioni interdette ai passeggeri sono una vicina all’altra e le chiusure procedono regolarmente verso il nord-ovest della Capitale. A breve è prevista la rottura delle scale mobili nella stazione Flaminio e progressivamente fino al capolinea.

Scale mobili volanti. Una scultura realizzata con le vecchie scale mobili di legno nella metropolitana di Wynyard Station a Sydney.

Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere. Le stazioni sono nel cuore del centro cittadino. Tre punti di un segmento che comprende le più rinomate bellezze della “città eterna”, i luoghi architettonicamente più importanti: fontana di Trevi, il Quirinale, il Mosè di Michelangelo, piazza di Spagna, piazza del Popolo, nonché alcuni musei e diverse chiese tra le più famose della cristianità. Al tempo stesso, in quel pezzo del centro, vi sono le strade più battute dai turisti con i negozi più eleganti della capitale.

I più colpiti dalla impossibilità di servizi della metropolitana in quelle zone sono i turisti. Con un danno di immagine incalcolabile, se si tiene conto che sembra già un miracolo vedere migliaia di stranieri visitare, con impassibile pazienza, una città disastrata dalla pessima qualità dei servizi di trasporto e dalla sporcizia che invade le strade. A soffrire dell’azzoppamento delle stazioni della metropolitana sono anche gli abitanti della città, già normalmente penalizzati da un sistema di trasporto urbano indegno di una città moderna.

A cospetto di tale sconfortante stato di fatto la Sindaca non sembra per nulla preoccupata. Niente riesce a scuotere la sua granitica certezza che tutto vada bene e che il “cambiamento” sia in atto. Il che è vero, ma nel senso opposto a quello auspicato in campagna elettorale anni fa.

In ogni caso, per affrontare e risolvere i problemi che affliggono Roma, sono due le soluzioni in vista. La prima, di carattere politico, prevede l’effettuazione di un referendum sulla “scala mobile”, simile a quello indetto nei ruggenti anni ’80 da Craxi sul salario dei lavoratori. Una scelta che darebbe lustro allo spessore politico della Sindaca e della sua giunta.

Alla seconda soluzione, di carattere marcatamente culturale, sta alacremente e proficuamente lavorando la tempo l’Ama, l’azienda romana della raccolta dei rifiuti. Nell’arco di pochi mesi dovrebbe, infatti, essere pronto uno scenario che rinverdirebbe i fasti della Roma imperiale. Un gigantesco, colorato e multiforme colle (sarebbe l’ottavo in ordine di tempo) di rifiuti solidi urbani sul quale la Prima cittadina verrebbe issata per esibirsi mentre suona la lira.

Si tratterebbe di un evento di innegabile fascino storico, utile a tenere alta la millenaria storia della Città eterna. Virginia Raggi diventerebbe così l’emula dell’imperatore Nerone. Mentre costui suonava la lira, ammirando l’Urbe in fiamme a causa dell’incendio che egli stesso aveva fatto appiccare, la sindaca – al vertice di una mastodontica montagna di rifiuti – allieterebbe la folla, sotto degli sguardi estasiati di tutti i cittadini, felici di osservarla mentre diffonde note soavi nell’aria. Un evento che farebbe entrare la Raggi nell’empireo dei personaggi che hanno fatto la storia di Roma.

P.S. Al fine di evitare pericolosi fraintendimenti, alcuni funzionari comunali hanno già pronto un messaggio da inviare al ministro Di Maio per avvertire che la Sindaca suonerà la lira e non l’euro, perché questo non ha le corde.

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