Roma Capitale

Le mura Aureliane e il parco lineare.

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Il tratto di terreno risultante – una lingua di terra che si snoda tra la strada e le mura – è il parco lineare. Ora arriva fino a Porta Metronia, ma nel progetto dovrebbe interessare tutta la cinta muraria.

Il 21 aprile, giorno natale di Roma, ho deciso di fare una passeggiata archeologica. Ho scelto l’itinerario proposto da “Arte della Memoria”, un’associazione culturale che organizza visite a mostre, musei, siti di interesse. Argomento della passeggiata erano le mura aureliane nel tratto da porta san Sebastiano a porta Metronia e il parco lineare che inizia da porta Latina. Confesso che il mio interesse si focalizzava proprio sul parco lineare, di cui avevo vagamente letto da qualche parte, ma di cui non avevo alcuna idea.

Si inizia con le spiegazioni sulle mura. Sono lunghe diciotto chilometri, al tempo di Aureliano erano alte sette metri, poi Onorio le ha rialzate fino a quattordici metri, sono state restaurate da papa Leone IV e da molti altri. Ancora vediamo gli stemmi marmorei inseriti nelle murature. Questo tratto di mura è stato restaurato da poco, racconta l’archeologa che ci guida, nel 2000, in occasione del giubileo. Lei ha lavorato nelle opere di restauro e ci fa notare le varie tipologie di murature, le tessiture di mattoni, i contrafforti di tufo, i ripristini. Dice che non ci sono mai fondi, purtroppo, per i restauri. Ogni tanto crolla qualche tratto pericolante e ci si limita ad isolarlo con recinzioni provvisorie per evitare danni ai passanti. Solo in occasione di grandi eventi la città cerca di mettersi in ordine e anche i resti archeologici possono sperare in qualche lavoro di manutenzione. Noi dobbiamo ringraziare il giubileo del 2000, dice, se abbiamo potuto restaurare questo tratto. Speravamo nelle olimpiadi, se si fossero potute fare, perché in quel caso erano previsti grossi stanziamenti anche per i lavori di noi archeologi, ma è andata come è andata.

Le mura restaurate sono veramente bellissime, ma ciuffi di capperi e di piante infestanti già attecchiscono negli interstizi di pietra. La manutenzione ordinaria è sempre un problema, sospira la guida. Dopo porta Latina la strada carrabile si discosta dalle mura. Il tratto di terreno risultante – una lingua di terra che si snoda tra la strada e le mura – è il parco lineare. Ora arriva fino a Porta Metronia, ma nel progetto dovrebbe interessare tutta la cinta muraria. Un percorso pedonale corre nel verde, tra panchine, fontanelle, attrezzi per ginnastica all’aperto. Bambini che giocano, ragazzi in tuta che corrono, qualcuno legge il giornale. La striscia di terra residuale tra la viabilità di scorrimento e le mura Aureliane, con un intervento di rammendo urbano, è diventata centro di vita e luogo di tempo libero. Gli arredi sono nuovissimi: li ha donati l’Enel che ha messo a disposizione dei fondi per nuove panchine, un percorso fitness, pannelli esplicativi.

“Abito a un passo da qui e ci vengo spesso, ma non sapevo che si chiamasse parco lineare” dice una persona del gruppo. “Quando sarà finito interesserà tutta la cinta di mura”, risponde la guida, “e sarà una linea lunga diciotto chilometri e larga pochi metri. Un intervento di ricucitura urbana di grande rilevanza”.

Arriviamo a Porta Metronia. Da lì parte il tratto di mura ingabbiato in strutture metalliche per i lavori della metropolitana. Ci saranno modifiche alla viabilità per l’apertura della fermata a via La Spezia. Sarà anche creato un percorso ciclabile con una serie di servizi dedicati alla mobilità sostenibile. Ci saranno fondi anche per qualche restauro archeologico, come sempre in occasione di opere pubbliche. La nostra guida, però, rimpiange l’occasione mancata delle olimpiadi che l’amministrazione Raggi ha lasciato cadere.