Roma Capitale

Referendum Atac e qualità del servizio alla cittadinanza.

Shares Share

Per rispondere al quesito referendario sulla messa in gara del servizio di trasporto romano, è utile partire dai disagi che il malfunzionamento del servizio Atac causa alla cittadinanza in termini di traffico, di perdita di tempo e di ore di lavoro, di salute e di danno all’immagine della capitale d’Italia.

A questo fine un problema sicuramente da affrontare è la presenza di poche vetture pubbliche, che oltretutto, nella stragrande maggioranza, sono scadenti e vecchie, e spesso sono danneggiate anche dalle strade di Roma, molto rovinate e lasciate all’abbandono.

A questi problemi bisogna aggiungere il sovraffollamento che rallenta il mezzo e crea disagi a chi deve salirci, passare molto tempo in piedi e stare stretto tra moltissima gente, in maniera asfissiante. Si tratta di una situazione che non agevola nessuno, ma sicuramente più di altri non agevola le persone con una certa età, i portatori di handicap e le donne o famiglie con bambini. Inoltre in molti casi quest’affollamento è causa di furti, perché, stretti come sardine, è difficile accorgersi di qualcuno che, furbescamente, ti sta sottraendo qualcosa dalla tasca, dalla borsa o dallo zaino. Senza dimenticare che questo diventa anche un modo per sgradevoli palpeggiamenti, che si chiamano molestie, sulle donne.

Come si può ben capire non si tratta solo di ragionare su liberalizzazione, sì o no, del servizio Atac, ma di mettersi dal lato dell’utenza e di fare un discorso complessivo su che tipo di politica serve per un servizio in grado di assicurare una mobilità certa, efficiente, non discriminante e sicura alla cittadinanza. Si tratta di ragionare in un’ottica aperta e coinvolgente della necessità, non più rinviabile, di dare all’area metropolitana, capitale d’Italia, un piano integrato sulla mobilità.

E’ risaputo ormai che la mobilità svolge un ruolo fondamentale non solo dal punto di vista economico ma anche per la qualità di vita delle cittadine e dei cittadini e che è diventata la vera misura di effettiva garanzia delle pari opportunità d’accesso ai servizi di utilità pubblica, tra i cittadini e tra centro e periferia.

La qualità, l’accessibilità e l’affidabilità devono diventare parte di un progetto integrato sulla mobilità urbana, anche per evitare nuove forme di discriminazioni e disuguaglianze tra la popolazione.

Se si riflette, allora, su quest’aspetto della questione si capisce che rendere effettiva l’aggiudicazione di appalti con procedure di gara, è rendere più trasparente e controllato il servizio pubblico locale, in particolare tenendo chiara la separazione strutturale di gestori dell’infrastruttura e fornitori del servizio. Ovviamente ciò presuppone un governo della città metropolitana in grado di programmare e indirizzare nell’interesse collettivo.

Forse su queste basi si potrebbe aprire un dibattito interessato e partecipato in tutta l’area metropolitana; cioè un dibattito pubblico in cui ciascuno degli attori istituzionali, politici, economici e sociali, ognuno per la parte che le compete, assume l’impegno che in ogni soluzione che si andrà a definire per il trasporto pubblico romano è implicato il valore dell’attenzione ai bisogni ed esigenze della cittadinanza. Vale a dire la qualità di vita delle persone che popolano l’area metropolitana di Roma, capitale d’Italia.