Roma Capitale

Tre proposte di nuova governance per Roma Capitale d’Italia

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Il tema di un nuovo assetto istituzionale della città di Roma attrae poco, tuttavia è considerata da tutti gli addetti ai lavori come lo strumento imprescindibile per “disincagliare” la gestione della Capitale d’Italia dalle secche in cui annaspa da decenni.

La questione si può sintetizzare in un sola battuta: esistono 4 (quattro) soggetti istituzionali che regolano e gestiscono la vita di Roma: il Comune, la Provincia, la Regione e, in ultimo, l’Area metropolitana. A questi va aggiunto come elemento ineliminabile lo Stato centrale di cui Roma è capitale. E’ proprio il caso di affermare che “solo in Italia” è possibile trovare situazioni di tale confusione e marasma istituzionale.

Altri Stati regolano gli assetti della propria capitale sostanzialmente secondo due modelli: le Federazioni di Stati (ad es. U.S.A. e Germania) vedono la capitale ordinata come Distretto o Land autonomo, con le stesse prerogative dei singoli “Stati” o Land in cui sono articolate le federazioni. Gli Stati non federali (es. Francia e Inghilterra) regolano la loro capitale con un “ente di vasta area” “città metropolitane” – La Greater London Authorithy e la Metropole du Grand Paris– che abbracciano sia l’area “centrale” vera e propria che il territorio circostante (potremmo chiamarlo “l’area provinciale”).

Della realtà romana, i tre maggiori esperti e propositori di nuove soluzioni istituzionali, Marco Causi, Roberto Morassut e Walter Tocci, affermano all’unisono che – così come regolata attualmente – l’Amministrazione comunale di Roma è al contempo, “troppo grande e troppo piccola”: troppo grande per curare i “servizi sociali di prossimità”, che dovrebbero essere amministrati da soggetti dimensionati a poche centinaia di migliaia di cittadini; troppo piccola perché non in grado di regolare problematiche comuni che coinvolgono la vita degli abitanti di 221 comuni della provincia interconnessi in mille modi fra loro (si pensi solo al milione di persone che transitano giornalmente da e per il centro di Roma): gestione quest’ultima da ascrivere ad Enti di area vasta, quali l’Area metropolitana e/o la Regione.

Come soluzione alle problematiche sommariamente accennate vengono proposti due modelli di soluzione, corrispondenti a quelli più sopra richiamati di altri Paesi occidentali: da Roberto Morassut la proposta più ambiziosa: un disegno di legge costituzionale che prevede un accorpamento delle attuali regioni da 20 a 12, e , nell’ambito di questa nuova conformazione, l’istituzione di una Regione di Roma Capitale, costituita dall’attuale territorio della provincia di Roma. Tocci e Causi, invece, intendono risolvere il modello di governance di Roma riferendosi a un modello di ente di area vasta che veda il Sindaco della Città metropolitana di Roma capitale d’Italia, incardinato con elezione diretta dei residenti nel territorio attuale della provincia di Roma, l’abolizione della Provincia e del Comune di Roma e l’istituzione di Comuni con circoscrizioni corrispondenti agli attuali Municipi comunali più le circoscrizioni dei 221 altri comuni del territorio provinciale. Questa proposta ha il “vantaggio” tattico di poter essere messa in campo con legge ordinaria dello Stato, in applicazione dell’articolo 114 della Costituzione.

Questo il nucleo sommario ed essenziale delle tre proposte di legge, che qui sotto si riproducono. Evidentemente l’ossatura istituzionale immaginata necessita di un dibattito a largo spettro che coinvolga tutta la popolazione, non solo romana ma nazionale. Ci sono molti argomenti che riguardano la vita di tutti i giorni delle persone, che dovrebbero essere capaci di convincere i cittadini italiani sulla necessità di ricostruire una Capitale all’altezza delle ambizioni di un’intera comunità nazionale. Senza un tale radicamento sui bisogni, sulle necessità e su un’immagine nuova e migliore della Capitale d’Italia, la problematica della governance di Roma è destinata a restare ancora per anni come uno dei tanti buchi neri che butterano la nostra vita nazionale.

 

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Riferimenti:

Marco CAUSI – proposta di legge con Atto Camera n . 4750 della XVII legislatura

Roberto MORASSUT – proposta di legge costituzionale n. 110 con Atto camera n. 110 della XVIII legislatura.

Walter TOCCI – proposta di legge con Atto Camera n. 2214 della XVII legislatura